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Covid, Odg Ceraso, Fasani,
Malvezzi e Simi: 'Si riaprano
le scuole in presenza'

“E’ necessario riaprire le scuole in presenza, prima che queste chiusure danneggino gli studenti”: l’appello arriva dal consigliere comunale Maria Vittoria Ceraso, che ha presentato un ordine del giorno insieme ai colleghi di Forza Italia Carlo Malvezzi, Saverio Simi eFederico Fasani, proprio “nella giornata che vuole ricordare proprio l’importanza della tutela dei  diritti dei bambini e degli adolescenti”. Il documento porta alla luce la questione “della chiusura delle scuole“, considerata “un’emergenza che vada affrontata soprattutto in termini di verifica di efficacia della misura rispetto al contenimento dell’epidemia sul nostro territorio. E secondo i dati di Ats  pubblicati proprio in questi giorni il mondo dell’istruzione non è veicolo di contagio“.

Mai come quest’anno la Giornata mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che ogni 20 novembre celebra l’approvazione della Convenzione Onu assume un significato particolare in considerazione della condizione di fragilità e di fatica psicologica e sociale che in nostri bambini e ragazzi stanno vivendo a causa di tutte le restrizioni imposte per la necessità di contenere il rischio del diffondersi del virus Covid 19″ continua Ceraso. “E’ pertanto necessaria una riflessione e una vera presa di coscienza perché il diritto alla salute in nome del quale si sta sacrificando ogni altro diritto impedendo alle giovani generazioni di andare a scuola, fare sport e vivere la socialità ha un prezzo altissimo proprio in termini di salute e benessere fisico e psicologico. 

Ecco perché oggi è più che mai urgente affrontare il tema della riapertura delle scuole (seconda e terza media e delle superiori) in presenza soprattutto alla luce del fatto che a fronte di benefici mai veramente documentati con dati che dimostrino l’efficacia di questa misura in termini di riduzione del contagio, i costi che ne derivano sono invece certi e ben documentati. La chiusura della scuola danneggia tutti gli studenti anche quando viene attivata la didattica a distanza. Chiusure prolungate hanno effetti permanenti sul rendimento scolastico, sulle abilità cognitive, sulla propensione all’abbandono scolastico e sullo stato psicofisico dei nostri studenti.

Tra i fattori che incidono sulla salute dei bambini in periodo COVID-19 c’è la perdita dell’effetto protettivo della scuola rispetto a maltrattamenti, abusi, negligenze. Inoltre stando lungo tempo a casa aumentano nei bambini e ragazzi i comportamenti non salutari, come quelli obesogeni e il lungo tempo davanti agli schermi.  Montagne di studi nelle scienze sociali ci dicono che la chiusura della scuola oggi rappresenta un’ipoteca sul futuro di una intera generazione.

Dunque, perché continuare a tener chiuse le scuole secondarie e alcune classi delle medie? Perché gli studenti affollano gli autobus? Ma gli autobus non sono le scuole, se il problema sono gli autobus bisogna risolvere il problema dei trasporti.  Perché gli studenti si affollano all’uscita da scuola? Ma il fuori scuola non è la scuola, se il problema sono gli assembramenti, bisogna evitare gli assembramenti, mettere più personale a controllare e mandare i ragazzi a scuola, magari in orari scaglionati.

La sensazione è che la chiusura delle scuole secondarie sia stata valutato a costo zero in termini esclusivamente economici di indennizzi da pagare, ore lavorative perse, diminuzione dei consumi, soprattutto in considerazione del fatto che per le scuole primarie e dell’infanzia si sono fatte scelte diverse in quanto la chiusura delle stesse avrebbe al contrario comportato costi legati al fatto che un genitore dovrebbe restare a casa ad accudire i figli e quindi sarebbe stato necessario prevedere bonus baby sitter e congedi straordinari. Ma è accettabile una tale logica che non tiene conto del fatto che per dei genitori entrambi lavoratori lasciare a casa ragazzini di medie e superiori da soli implica delle responsabilità anche legali? Senza tener conto che il costo della DAD in termini di salute e di apprendimento è alto è ha un corrispettivo economico certo, non aleatorio, seppure spalmato nel tempo. Quindi non considerare un costo per il sistema è stupido e pericoloso. 

La chiusura delle scuole superiori e di alcune classi delle medie non può continuare se non sulla base di dati scientifici e di una seria analisi costi-benefici che devono essere resi pubblici in quanto la trasparenza dei dati oggi è una componente imprescindibile della democrazia e dovrebbe stare alla base di ogni scelta politica che per essere accettata e rispettata deve dimostrarsi prima di tutto equa”.

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