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Contagi da Covid sul lavoro,
salgono a 1.459 gli infortuni
denunciati all'Inail

Impennata di contagi sul lavoro a causa del Covid-19 in provincia di Cremona: sono 1.459 i casi denunciati al 31 ottobre, contro i 1.433 di fine settembre, quindi 26 in più. Le vittime sono 18 in tutto, una in più rispetto al mese scorso. Complessivamente, tuttavia, Cremona rimane la 5ª provincia per mortalità sul lavoro (5,4%), dopo Bergamo (11,4%), Milano (8,1%), Brescia (7,5%) e Napoli (6,3%).

Dal punto di vista dei contagi avvenuti sul luogo di lavoro, la nostra provincia continua a essere anche quella in cui se ne sono registrati di più, dopo Milano (7.557), Brescia (2.962) e Bergamo (2.542). A livello lombardo, invece, sono complessivamente 22.119 gli infortuni da covid denunciati sul lavoro.

Rispetto alla data di rilevazione del 30 settembre le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 3.062 casi (2.936 avvenuti a ottobre, i restanti riconducibili a mesi precedenti). Il rilevante aumento ha riguardato un po’ tutte le province, ma più di tutte quelle di Milano, Monza-Brianza e Varese. L’analisi fatta da Inail evidenzia che al picco dei contagi dei mesi di marzo e aprile (dove si concentra quasi il 70% dei casi) era seguito un ridimensionamento, tra maggio e agosto, mentre da settembre si è iniziata a registrare una recrudescenza delle denunce, che è diventata ancora più marcata nel mese di ottobre, quando la seconda ondata di contagi si è fatta sentire anche sui luoghi di lavoro.

Rispetto alle attività produttive coinvolte dalla pandemia, il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili –  è il più colpito, con il 69,8% delle denunce e il 21,6% dei casi mortali, seguito dall’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), in cui ricadono l’8,7% delle infezioni denunciate e il 10,2% dei decessi. Gli altri settori più colpiti sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il manifatturiero (tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione e il commercio all’ingrosso.

lb

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