Cronaca

Sabbia, sassi e sempre meno acqua: ecco il Po visto dall’alto

Le immagini dal drone mostrano gli effetti della siccità nel tratto cremonese quando ancora non è estate. E nei prossimi giorni non sono previste piogge

Fotogallery Gianpaolo Guarneri (Studio B12)
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Le immagini catturate dal drone sono ancora più impressionanti: mostrano ampie porzioni del letto del fiume completamente scoperte dalla secca. Sono i cosiddetti “spiaggioni”, un fenomeno ben noto ai cremonesi, che però di norma si manifesta in piena estate e non a metà giugno.

Il fiume Po ha già sete: si trova a 8 metri esatti sotto lo zero idrometrico. È un dato che si è stabilizzato da un paio di giorni ma che non promette bene; centimetro dopo centimetro, il livello delle acque continua ad abbassarsi. Ne mancano soltanto 58 (di centimetri) per eguagliare lo storico record negativo del 2022, un’annata segnata da una siccità disastrosa per le coltivazioni, in cui il Grande Fiume toccò appunto gli 8 metri e 58 sotto lo zero idrometrico.

Le piogge arrivate a inizio giugno hanno soltanto posticipato di qualche settimana l’aggravarsi della situazione, che sembrava già delicata a fine maggio. E guardando alle previsioni, nei prossimi giorni non sono attese precipitazioni, bensì un progressivo innalzamento delle temperature sotto un sole cocente.

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