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Natale senza sci:
la delusione dei cremonesi
dello Ski Team

Una stagione, quella scorsa, terminata anzitempo e quella nuova neppure cominciata. Per gli amanti degli sport sulla neve questo sarà un Natale mesto, certo niente di paragonabile alle angosce che porta con sé la malattia, ma semplicemente la rinuncia alla vacanza preferita. Dal 2014 il Cremona Ski Team raduna gli appassionati dello sci cremonese e oggi conta 100 iscritti di cui 30 bambini. “Da quest’anno ci saremmo attrezzati con un pulmino da nove posti e auto al seguito”, spiega Marcello Ventura, fondatore del club insieme ad 8 amici, reduci del disciolto Coelli Sci Club che ha segnato l’avvio a questo sport per tanti cremonesi. “Ricevo moltissime telefonate al giorno da parte di genitori che mi chiedono se e come potremo ricominciare perchè i figli non vedono l’ora; ma ci sono anche genitori che temono i rischi. La mia sensazione è che ci sarà una riapertura parziale degli impianti per l’8 dicembre, quindi chiusura per Natale e fino a dopo il 7 gennaio. Magari riapriranno dopo il periodo festivo”.

Lo scorso anno in questo periodo la stagione sciistica dei cremonesi stava appunto cominciando, con meta, per la gran parte di loro, proprio nel comprensorio Ponte di Legno – Tonale, che è anche la destinazione del Cremona Ski Team.  I bambini seguono la scuola di sci e si allenano per le competizioni che via via portano ad affrontare i campionati Regionali, la cui organizzazione è appannaggio anche quest’anno, proprio dello Ski Team cremonese. “Lo scorso anno i Regionali per  sono saltati, adesso vediamo se riusciremo ad organizzarli con l’anno nuovo”, spiega Ventura. “Sono un evento che muove centinaia di famiglie, per 1200 bambini e ragazzi, un motore economico non indifferente. Anche se sono perfettamente consapevole che i rischi quest’anno sono tanti”.

Eppure, qualcosa si potrebbe fare per consentire lo sci agli appassionati, tenendo conto, spiega Ventura, che i gestori degli impianti si erano già organizzati per riempire solo a metà della capienza funivie e cabinovie e congestionare meno le seggiovie. E le Regioni “hanno approvato le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita per gli sciatori amatoriali in massima sicurezza”. Per la categoria dei più giovani, le scuole sci da sempre utilizzano percorsi ben definiti, che sono più facilmente controllabili: anche questa potrebbe essere una soluzione per temperare almeno in parte il danno economico per gli operatori degli sport invernali e per soddisfare la voglia di svago, almeno per gli under 18.

E mentre la Svizzera è l’unico paese dell’arco alpino dove gli impianti sono tuttora aperti, il Governo sta ragionando con Francia e Germania (ma probabilmente anche Austria) su una regolamentazione univoca in modo da evitare l’esodo degli sciatori da un Paese all’altro. Che questa cosa abbia successo è tutto da vedere:  dipenderà anche dall’andamento epidemico in questi Paesi, senza contare che, a distanza non eccessiva dal nord Italia, c’è anche la Slovenia, località come Kranjska Gora, dove l’attività potrebbe ricominciare dai primi di dicembre. gbiagi

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