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Degrado e sporcizia nelle
case popolari, è allarme:
'Fenomeno in aumento'

Una situazione di pesante degrado presso le case popolari di via Aspromonte, al quartiere Zaist, dove si notano accumuli di rifiuti di svariato genere: dai normali sacchi della spazzatura a pezzi di mobilio, divani, stendibiancheria, elettrodomestici e chi più ne ha più ne metta.

Facendo una passeggiata tra i cortili delle residenze, si nota come la situazione delle case sia in ogni caso tutt’altro che sana, con calcinacci, muri scrostati, pezzi di balconi rotti, spazi verdi ingombri di oggetti abbandonati. Insomma, una crescente incuria che, come raccontano i residenti, è peggiorata negli ultime anni, e a nulla sono valse le segnalazioni fatte al Comune e all’Aler.

Del resto non è un problema soltanto dello Zaist: annosa è la situazione del Cambonino, dove l’amministrazione ha già messo delle telecamere per cercare di cogliere in flagrante i trasgressori, e di queste ore sono segnalazioni analoghe giunte anche per le case popolari di San Felice, ma anche nelle abitazioni di via Cardinal Massaia e nella zona di via San Bernardo. Insomma, quello dei rifiuti abbandonati e del degrado nelle case popolari è un problema endemico.

“Continuiamo a ripulire dove ci segnalano, ma il problema permane ed è impensabile mettere le telecamere ovunque” spiega Andrea Virgilio, vice sindaco di Cremona. “Abbiamo avuto un momento di incontro con i tutor condominiali, e si cerca di sensibilizzare anche gli stessi condomini, anche perché il rischio è di far pagare a tanti le inciviltà di pochi”.

Preoccupato anche l’assessore Maurizio Manzi, che è in continuo contatto con Aler per sollecitare interventi negli edifici di loro responsabilità. “Ma i risultati tardano a venire, tanto che poi dobbiamo sopperire noi attivando Linea Gestioni” spiega. “Questi sono però costi che ricadono sulla comunità, che deve pagare per l’inciviltà. E quando i rifiuti vengono portati via, in pochi giorni ne compaiono di nuovi. E’ una situazione inaccettabile”. Tanto che il Comune sta agendo su diversi fronti, per arginare un fenomeno che è chiaramente in aumento: “Da un lato si vuole sanzionare chi viene colto sul fatto. Ma serve anche un’azione educativa. Avevo iniziato a fare degli incontri con alcuni gruppi di persone al Cambonino, ma con l’emergenza Covid abbiamo dovuto sospendere tutto”.

Laura Bosio

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