Cronaca
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Violenza donne, l'impegno di Zonta e Comune: i casi trovati a scuola e dai vigili di quartiere

Zonta Club e Comune di Cremona insieme oggi, 25 novembre, per sensibilizzare sul tema della violenza di genere, con una manifestazione simbolica in piazza del Duomo nell’arco del pomeriggio. Al centro della piazza, un’installazione che cattura lo sguardo: una cinquantina di sedie disposte in circolo e in terra i cartelloni realizzati dagli alunni e le alunne di una seconda classe della scuola media Virgilio. Per l’amministrazione erano presenti l’assessore ai Servizi Sociali Rosita Viola e alla Polizia Municipale Barbara Manfredini.

Cristina Piazzi, presidente di Zonta Cremona, spiega il senso dell’iniziativa: “Abbiamo deciso di dare un segno tangibile di presenza sul territorio e di collaborazione con la cittadinanza. Di proposito non abbiamo diffuso manifesti, ma soltanto la locandina via social, un segnale nel tempo e nello spazio. Volevamo che le persone si ponessero dei dubbi: perchè oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne? Zonta è in campo da diversi anni su questo tema. Abbiamo iniziato anche un percorso educativo, due anni fa, finanziando un corso per agenti di Polizia Municipale e per i vigili di quartiere, per dare loro strumenti per affrontare le prime denunce di violenze sulle donne. La prima denuncia di violenza avviene proprio quando il vigile di quartiere passa per strada e lì avviene il primo contatto con le persone che hanno subito violenza piuttosto che con i vicini che dicono c’è qualcosa che non va. Visto il forte gradimento che ha avuto questo primo corso, ne stiamo preparando un secondo per l’anno prossimo, non sappiamo ancora se in presenza o on line.  Vogliamo esserci, per noi è un grande successo riuscire a fare qualcosa di utile”.

Barbara Manfredini e Sonia BernardiTestimone diretta del disagio e dei drammi di tante donne è Sonia Bernardi, ufficiale della Polizia Municipale, da 10 anni alla guida dell’Ufficio Tutela Donne e Minori. Una quarantina i casi seguiti all’anno: “Durante il lockdown abbiamo avuto un calo delle segnalazioni, che sono poi riprese con la riapertura. Per noi è importante la rete di contatti che abbiamo costruito, a cominciare dal lavoro che  facciamo nelle scuole, dove l’aggancio con situazioni problematiche avviene più facilmente. Quando le ragazze hanno un contatto diretto con noi, ci vedono in faccia, poi acquistano fiducia, prendono coraggio. E’ così, ad esempio, che è nato l’intervento nei confronti di una ragazzina di un istituto professionale che ci ha raccontato di doversi sottoporre a un matrimonio combinato. Da lì è iniziato un percorso che ha portato all’isolamento della ragazza che adesso è sotto protezione”.

Un caso che ha lasciato il segno è quello di Isabelle, la mamma della piccola Gloria uccisa dal padre due anni fa. Bernardi aveva incontrato Isabelle qualche mese prima, in ospedale, dove la giovane si era recata per il danno al timpano provocato dalle percosse dell’uomo. Insieme, avevano guardato le foto delle loro figlie, scorrendole sul telefonino e ancora oggi sono in contatto nonostante il ‘caso’ sia in carico ai Servizi Sociali. Il lavoro di squadra tra i diversi settori del Comune, ma anche con gli altri soggetti istituzionali è indispensabile:  “Il nostro lavoro è facilitato dall’esistenza di un team di magistrati appositamente costituito in Procura, una collaborazione fondamentale per poter poi prendere provvedimenti quali il divieto di avvicinamento o altre misure per la tutela della vittima”.

In piazza oggi anche alcune alunne della scuola media Virgilio che hanno portato alcuni esiti del lavoro di approfondimento svolto con le insegnanti Alessandra Fiori ed Eleonora Carapella sul tema della violenza di genere: tra i soggetti, i versi di Alda Merini, le donne che parteciparono della Costituente e altri cartelloni che mostrano come non sia mai troppo presto per sensibilizzare sul tema. Presto saranno disponibili anche lavori multimediali e significativo il fatto che da due maschi sia venuta l’idea di scrivere un testo che in forma di diario racconta l’esperienza di una ragazza madre, vittima di violenza.

Giuliana Biagi

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