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Conti in rosso di Cr Solidale,
Comune ripiana con 1 milione
ma il 2021 è tutto un'incognita

Il Comune colmerà le perdite di 1.245.000 euro di Cremona Solidale con un contributo eccezionale di 1 milione e 32mila euro. Lo ha detto l’assessore ai Servizi Sociali Rosita Viola nella commissione Welfare svoltasi giovedi in teleconferenza. 250mila euro sono stati accantonati all’interno del fondo copertura perdite; altri 250mila lo saranno presto e a questi si aggiungeranno ulteriori 250mila euro del Bilancio comunale  grazie ad una nuova variazione che verrà approvata lunedì in Consiglio. A questi 750mila euro si devono sommare i 282mila euro già stanziati a titolo di contributo, sempre dal Comune, all’inizio di novembre.
“Confidiamo che la Regione sblocchi anche i suoi contributi già annunciati  – ha aggiunto Viola -. Inoltre abbiamo da poco sottoscritto il regolamento per lanciare una raccolta fondi specifica da sottoporre alla cittadinanza, l’abbiamo chiamata ‘Cremona è solidale” e vede coinvolti Comune, Cremona Solidale, Fondazione Città di Cremona”.

Se quindi per il 2020 si rasserena lo scenario per l’azienda comunale dei servizi sociali, è sul 2021 che si concentrano le preoccupazioni. I servizi andranno ripensati, questa la convinzione sia della parte politica, sia dell’azienda rappresentata dal direttore generale Emilio Tanzi che però ha demandato al Cda la presentazione delle nuove progettualità su cui ancora si sta lavorando. Probabilmente si andrà verso una riduzione dei Centri Diurni, dove non è più possibile accogliere tutte le persone di prima e un potenziamento dell’assistenza domiciliare. Una preoccupazione per il futuro che è emersa ad esempio dal consigliere di Fratelli d’Italia Marcello Ventura: “C’è una strategia per il 2021, visto che i problemi di quest’anno si ripercuoteranno anche l’anno prossimo, ad esempio per quanto riguarda la riduzione dei posti letto in Rsa e nei centri diurni integrati?”.

“Abbiamo dovuto ridefinire il piano programma per l’anno 2020 – ha esordito Tanzi –  visto che gli obiettivi fissati a inizio anno sono stati stravolti da quanto successo, ed è stato necessario tenere monitorato e aggiornato il budget. La revisione di novembre è ancora in fase di assestamento tenendo in considerazione le novità a livello regionale, ma anche tenendo conto dell’evoluzione della pandemia. Siamo contenti di avere ricevuto i complimenti di Ats Valpadana su come stiamo gestendo la situazione. Sarà necessario rimettere mano ancora a questo budget in attesa di capire le decisioni di Regione Lombardia su possibili altri finanziamenti per ora solo annunciati. Solo verso la fine di gennaio si potrà avere un quadro preciso della situazione sulla chiusura dell’esercizio 2020 da un punto di vista economico”.

L’azienda sta cercando di elaborare un budget 2021 sfruttando l’aumento del 2,5% dei Sosia (contributi dati dalla Regione alle diverse prestazioni in base alla loro complessità), predisponendo tagli ed elaborando un piano industriale a medio lungo termine. Sulla necessità di questo ha insistito anche Carlo Malvezzi (Forza Italia), apprezzando il lavoro del Cda di Cremona Solidale e sollecitando invece la Fondazione Città di Cremona, presente con la presidente Uliana Garoli, a far la sua parte nel sostenerne il bilancio. “La Fondazione – ha replicato Garoli –  è parte integrante di questo sistema di welfare. Se riusciamo a guardare al futuro dal punto di vista strategico è perché in questi anni abbiamo già realizzato un forte sistema integrato che ci ha consentito di arrivare a punti di eccellenza sui servizi e ci consente di guardare al futuro con sufficiente positività”. Garoli ha ricordato che la Fondazione concede in comodato gratuito a Cremona Solidale oltre la metà delle sue proprietà, oltre ad essersi sobbarcata i mutui per le nuove palazzine e per le manutenzioni. Sono stati investiti 2 milioni per i 10 appartamenti per anziani di via  via 11 febbraio, ora tutti affittati. A breve aprirà il cantiere della palazzina storica di via Brescia per nuovi spazi riservati agli anziani. “Ognuno deve fare la sua parte – ha concluso Garoli.- La Fondazione si è concentrata su nuovi servizi e nuovi spazi e congelato le risorse emerse nel bilancio 2019, proprio in vista delle  necessità che stavano emergendo. Siamo convinti che la raccolta fondi possa essere molto utile, anche dal punto di vista politico: prima era l’ospedale ad avere un grande bisogno di aiuti, oggi sono le rsa e le strutture per anziani, dove negli scorsi mesi si è persa una intera generazione di persone”.

Esiste poi un problema: anche il bilancio della Fondazione risentirà quest’anno della crisi economica innescata dal Covid, in quanto tra le proprietà immobiliari date in affitto sono tantissime le attività commerciali come bar, ristoranti, strutture alberghiere che sono rimaste chiuse e non stanno pagando.

Giuliana Biagi

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