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Ospedale ed eventuale terza
ondata: fino a 178 posti Covid
tra Cremona e OglioPo

Mancano due giorni all’arrivo anche a Cremona delle prime dosi di vaccino Pfizer, le prime vaccinazioni avranno luogo domenica 27 dicembre alle 15 in ospedale, su personale volontario. Ma la direzione sanitaria si sta preparando anche a quella che potrebbe essere la terza ondata pandemica, nel mese di gennaio, quando potrebbero vedersi gli effetti del passaggio in zona gialla delle Regioni. Per questo entro il 31 dicembre le aziende sanitare dovevano inoltrare alla Regione un Piano di gestione dei posti letto in caso di “nuova recrudescenza improvvisa della diffusione dell’epidemia covid-19 sul territorio regionale”, come si legge nel documento pubblicato dal direttore sanitario Rosario Canino il 24 dicembre.

“Il Piano – precisa il documento –  dispone la differenziazione degli ospedali dell’Azienda al fine di gestire l’emergenza coronavirus in maniera separata dalla gestione delle altre patologie, in particolare quelle ‘tempo – dipendenti’ e le urgenze chirurgiche, che necessitano di un ricovero ospedaliero per acuto, mettendo in sinergia funzionale tutta la rete ospedaliera per acuti. Il Piano di Emergenza si articola per livelli, in relazione alla numerosità di casi positivi che necessitano di ricovero ospedaliero e del flusso dei pazienti”.

Un documento flessibile che potrebbe essere ancora modificato a seconda delle necessità e che prevede fino a 118 posti letto Covid a Cremona e 60 all’Oglio Po. I 118 posti nell’ospedale del capoluogo saranno suddivisi tra pneumologia (22), riabilitazione specialistica (36), week surgery (29), malattie infettive (21) e terapia intensiva (10). All’Oglio Po, 25 letti saranno disponibili in Medicina Specialistica I, 16 nell’Unità clinica multispecialistica, 20 in Medicina Specialistica II.

Cinque i livelli di gravità dell’epidemia previsti. Quello attuale è il più basso e prevede 5 posti in terapia intensiva (alta intensità di cura); 36 in Riabilitazione specialistica (bassa intensità) e 8 in Pneumologia (media intensità), per un totale che attualmente vede disponibili 49 posto letto riservati ai Covid.

Viene disposto – si legge ancora nel documento –  il passaggio al livello successivo quando tutti i 49 posti letto sono saturi e “di norma quando il numero di pazienti in Pronto Soccorso con necessità di ricovero in reparti Covid supera le 5 unità”: si passa così alla messa a disposizione di 73 posti letto, 24 dei quali all’Oglio Po. Solo con il livello successivo, che prevede 136 posti letto complessivi, vengono raddoppiati i posti letto in terapia intensiva, da 5 a 10, e vengono prese altre misure quali la chiusura dell’unità operativa di Chirurgia Generale per mettere a disposizione personale medico e infermieristico, con ulteriore coinvolgimento dell’Oglio Po.

L’ultimo step è quello in cui si dovesse verificarsi una situazione di emergenza uguale a quella di marzo – aprile: “l’intero Ospedale di Cremona sarà dedicato ai pazienti Covid 19 ad eccezione di Pediatria, Ostetricia- Ginecologia, Neonatologia, Oncologia, Ematologia, Cardiologia e Unità Coronarica, Area Stroke Sub intensiva. Potrebbe essere necessario attivare un reparto Covid 3 presso la Medicina d’Urgenza (fino a 27 p.l) con l’identificazione di una nuova area grigia”, un area cioè in cui non è ancora certo che si tratti di paziente Covid”.

“Attualmente l’andamento epidemiologico è tale da mantenere i percorsi Covid free nell’attuale Pronto
Soccorso con possibilità di gestire un numero di pazienti superiore ai casi di sospetta infezione Covid”. 40 – 50 i pazienti che possono essere ospitati in pronto soccorso; 20 la capienza del nuovo pronto soccorso appena inaugurato. Se la recrudescenza del virus porterà ad un massiccio afflusso di malati in ospedale, le funzioni dei due pronto soccorso potranno essere invertite.

Giuliana Biagi

 

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