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Covid, chi vaccinare per primi?
Ecco cosa ne pensano due 'over'
cremonesi d'eccezione

“Ho sempre fatto l’antinfluenzale, sono convinto che vaccinarmi contro il Covid sia un dovere verso me stesso, i miei cari e tutti i cittadini con cui vengo a contatto, lo ritengo un dovere quasi morale”. E’ Renzo Rebecchi, classe 1938, già presidente della Provincia, direttore generale in Comune e – tra i numerosi incarichi – past president della Fondazione Comunitaria, ad esprimere il suo convinto sì alla campagna vaccinale anti Covid che da marzo dovrebbe iniziare ad estendersi anche ai cittadini over 65, dopo aver coinvolto prioritariamente gli operatori sanitari, quelli delle rsa e gli ospiti di queste ultime.
“Forse c’è un timore – aggiunge Rebecchi –  quasi comprensibile, nel ricevere un vaccino che seppure testato non ha ancora un suo consolidamento dal punto di vista dell’efficacia. Qualcuno ha timori di reazioni collaterali negative. Ma una persona che per ragioni professionali o di volontariato è a contatto con altre persone che deve assistere, deve rendersi conto che è suo dovere sottoporsi al vaccino.
Io, non vaccinato, venni colpito dalla cosiddetta ‘asiatica’: devo dire che gli anticorpi che avevo sviluppato per molti anni mi hanno anche salvaguardato da fenomeni di tipo influenzale, come la Sars; ho comunque sempre fatto il vaccino antinfluenzale. Credo che la scienza abbia dimostrato che la vaccinazione è qualcosa di importante per salvaguardare la salute dell’individuo e della collettività”.

“Se mi auguro di essere chiamata tra i primi? Non ci ho ancora pensato, ma penso che sì, sarebbe opportuno”. Renata Patria, nome di primo piano della cultura cremonese, storica insegnante al liceo Manin e presidente dell’Associazione italiana di Cultura Classica, risponde così sul tema. “Sia chiaro – aggiunge – parlo da persona non addentro alle questioni scientifiche, mi attengo e rispetto le decisioni del personale sanitario e delle persone che hanno le competenze. Quando arriverà il mio turno, presto o tardi, accetterò di essere vaccinata, anche se tutti noi in questo momento siamo in attesa di avere notizie più precise su eventuali effetti collaterali. Ma ho fiducia totale nei medici e virologi che sono addentro la materia.
“Ritengo che sia importante la vaccinazione perchè mi sembra l’unico sistema per affrontare questa pandemia. A chi poi tocchi fare i vaccini per primi, se ai giovani, agli anziani, alle persone particolarmente fragili, questo sarà deciso da chi ha la competenza e l’autorità per farlo”.

Al momento non è ben chiaro quale sarà l’agenda vaccinale in Lombardia. Rispondendo ieri al Corriere della Sera, il responsabile operativo regionale della campagna Giacomo Lucchini ha spiegato che si stanno vaccinando “subito i medici di base, contando che possano poi prendere in carico le vaccinazioni ai loro pazienti più anziani nella fase 2”. Da marzo poi – aggiunge – verrà inviato un sms a tutta la popolazione per costruire una piattaforma aggiornata: “Stiamo lavorando alle autorizzazioni per unire i dati delle anagrafi sanitarie, dei medici di famiglia, dei gestori telefonici ed enti locali in modo da poter individuare il recapito”.

(interviste a Renzo Rebecchi e Renata Patria raccolte da Giovanni Palisto)

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