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Impianti sciistici,
apertura prorogata
al 18 gennaio

Un altro periodo di incertezza per i numerosi cremonesi amanti degli sci: il ministro della Salute, Roberto Speranza ha infatti firmato l’ordinanza con cui si differisce la riapertura degli impianti sciistici in tutto il territorio nazionale al 18 gennaio, spostando in avanti di undici giorni la vecchia data del 7 gennaio. Lo ha reso noto lo stesso ministero. Un rinvio che era atteso e prevedibile, visto l’andamento dei contagi e la situazione epidemiologica non solo in Italia ma anche a livello internazionale.

Una decisione che sembra una beffa in una stagione in cui si registra un record di neve in tutte le località sciistiche: oltre due metri sulle Dolomiti. Tra i motivi della decisione, la criticità dei flussi di persone sugli impianti di risalita. Lo stesso comitato tecnico scientifico ha infatti equiparato cabinovie e funivie ai mezzi pubblici cittadini per caratteristiche strutturali e di carico ma il tema si presenta non solo la gestione degli impianti, con l’ipotesi di ridurre del 50% la portata di queste strutture, ma anche per gestire l’afflusso di turisti nelle strutture ricettive delle località montane, con un sistema di prenotazione per limitare gli utenti che possano accedere ai comprensori sciistici ed ai relativi impianti in ogni singola giornata.

L’economia della montagna in italia ha un peso economico rilevante con un fatturato dei soli impianti di risalita di un miliardo e duecento milioni di euro, senza contare l’indotto e che dà lavoro a circa 15mila dipendenti. Secondo le stime il lockdown di Natale e Capodanno avrebbe provocato un danno di oltre 8 miliardi. “Erano soprattutto le Regioni alpine a dire che non erano pronte per il 7 a ripartire. Abbiamo pensato che il 18 come Regioni potesse essere una data congrua”, aveva detto Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni. “Il tutto – prosegue – considerando comunque che i casi di coronavirus stanno aumentando in questi giorni. Il virus circola ancora e bisogna stare molto attenti agli assembramenti”.

Cristina Coppola

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