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Rischio altre chiusure
Confcommercio: 'Il Governo
si dimentica delle aziende'

Andrea Badioni

Il calendario delle riaperture si presenta come un vero rebus. Un’incertezza – come denuncia la Confcommercio – insostenibile per le imprese. “Così non si può andare avanti. – dichiara il presidente Andrea Badioni – Mentre tiene banco il tema del ritorno a scuola, ci si dimentica completamente delle aziende, sottovalutando le conseguenze che questo comportamento potrebbe avere sulla continuità nella attività e sul piano occupazionale. Al Governo si sono già dimenticati dei numeri sulle chiusure registrati nell’anno che ci siamo messi alle spalle e fingono di non sapere che, di questo passo, nel 2021 la situazione sarà ancora più pesante”.

“Sono bloccati tutti i settori o quasi – riprende Badioni – Penso, per citare un paio di esempi, al comparto della ristorazione che non può continuare ad affrontare le spese determinate da “false partenze” o a quello della moda che si prepara alla stagione di saldi”.

“Dopo una stagione autunno inverno compromessa dal lockdown e acquisti per il Natale che sono stati per alcuni (come le attività nei centri commerciali) largamente al di sotto delle attese, ora occorre la “boccata d’ossigeno” offerta dalle promozioni di inizio anno. – conferma Marco Stanga, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio – Ai negozi i saldi servono per incassare la liquidità necessaria per pagare tasse (ora che ritornano le cartelle esattoriali), per garantire gli stipendi ai dipendenti, per liquidare fornitori, affitti, costi fissi e utenze, ma anche per far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. Di fatto la pandemia ha creati problemi seri non solo per la stagione autunno inverno ma anche per quella primavera estate. Di fatto un intero anno. Un periodo lunghissimo, capace di mettere in ginocchio l’intero comparto. Le vendite promozionali, non rappresentano certo un momento di sviluppo perché erodono una marginalità divenuta sempre più di sopravvivenza, Se ci tolgono anche questo sarà davvero un’ecatombe di imprese”.

“Questa incertezza – continua Stanga – ci impedisce di comunicare con i nostri clienti. C’è il rischio evidente di arricchire ulteriormente i soli colossi del web, almeno se i saldi non verranno posticipati alla riapertura dei punti vendita fisici. Rischiamo che on line i nostri competitor offrano sconti e promozioni, mentre noi siamo chiusi, una situazione davvero paradossale”. Guardando al futuro Stanga non nasconde la preoccupazione. “E’ importante, però – conferma – che l’Italia non si fermi ancora perché un nuovo lockdown rappresenterebbe un danno irreparabile per il settore”. Per l’Ufficio Studi nazionale della Confcommercio il valore Saldi Invernali è di quattro miliardi di euro. A fare acquisti saranno quasi sedici milioni di famiglie, mentre l’acquisto medio a persona dovrebbe essere in linea con quello dello scorso anno, di poco superiore ai cento euro.

“L’unica ragione di speranza – conclude il presidente provinciale di Federmoda – è rappresentata dai nostri consumatori. Come in molti hanno già fatto in occasione del Natale auspichiamo che di nuovo scelgano un acquisto in sicurezza e sostenibile, a kilometro zero presso i negozi di prossimità”.

 

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