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Chiude i battenti il centro
sociale Dordoni: 'Un'operazione
di onestà intellettuale e politica'

Chiude i battenti il centro sociale Dordoni. Dopo anni di battaglie e di discussioni politiche a vari livelli, nonché richieste di abbassare le serrande della struttura, cosa che peraltro nessuno è mai riuscito a concretizzare, il gruppo politico ha deciso, per motivazioni puramente politiche, di mettere fine autonomamente a un percorso durato decenni.

“In anni in cui la “politica” è diventata l’arte del raggiro, la quintessenza dell’indeterminatezza, della volubilità e dei compromessi al ribasso” scrivono in una nota i coordinatori “abbiamo provato, nel nostro piccolo, a costruire una forza collettiva che si opponesse a tutto ciò. Le ambizioni sono sempre state enormi, la realtà spesso più modesta ma non priva di importanza”.

“Le lotte sociali condotte negli anni hanno dimostrato la  concretezza di un’alternativa”, ma la distanza “tra quello che abbiamo sempre voluto essere come soggetto organizzato e ciò che, concretamente, siamo stati è stato spesso profondo”. Un divario che oggi “è diventato profondissimo e l’inerzia con cui questa condizione si protrae non fa altro che cristallizzare questa situazione. Per questo, dopo una lunga discussione, abbiamo deciso di dichiarare conclusa l’esperienza del collettivo politico del Csa Dordoni”. 

Un’operazione, scrivono ancora nella nota, “di onestà intellettuale e politica”. “Crediamo che la nostra sia una scelta coerente con  l’intento che ci ha sempre caratterizzato, ovvero la convinzione ferrea di esistere a condizione di essere  strumento politicamente efficace per la trasformazione sociale”.

E citano “la manifestazione del 24 gennaio 2015, quando molte anime belle della sinistra locale ci accusarono, con un paventato sgombero alle porte, di aver messo a rischio l’esistenza fisica dello spazio sociale”.

“Negli anni abbiamo letto diversi comunicati di compagne e compagni che hanno scelto di mettere un punto ai propri percorsi organizzati, spesso leggendo critiche ferree (a volte condivisibili, altre meno) verso il variegato e atomizzato mondo dei movimenti sociali espresse da un punto di terzietà, come elementi sani in un corpo malato. Noi, viceversa, ci inscriviamo pienamente in questo magma collettivo e ci dichiariamo parte del problema. Non abbiamo soluzioni da fornire, né la presunzione che la nostra scelta debba fornire indicazione per alcunché, ma in questo momento sofferto e difficile siamo convinti che affinché il nuovo possa nascere, il vecchio -quantomeno il nostro vecchio- debba dichiararsi concluso”. 

L’ultima iniziativa organizzata del centro sociale Dordoni sarà “una raccolta fondi per le spese legali delle compagne e dei compagni cremonesi”.

 

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