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Dusi: legittima la vaccinazione
per personale amministrativo
di ospedali e Rsa

Il personale amministrativo degli ospedali e delle Rsa rientra legittimamente tra coloro che hanno la priorità nella somministrazione del vaccino antiCovid. Per una questione di sicurezza nei confronti dell’utenza, in particolare, e per aiutare a raggiungere in tempi brevi la massima copertura vaccinale in ambienti dove vivono persone fragili come malati e anziani. La precisazione viene da Roberto Dusi, segretario della Funzione Pubblica Cisl – Asse del Po, dopo che a livello nazionale è emerso che i Nas stanno acquisendo in diverse Regioni l’elenco dei vaccinandi, per verificare se, nella compilazione, ci sono stati abusi tali da configurare ipotesi di reato. Su un totale nazionale (dato di ieri, 12 gennaio) di 701.623 vaccinati, ci sono 558.155 operatori sanitari e sociosanitari, 47.488 ospiti delle strutture residenziali (Rsa) e 95.980 soggetti classificati come personale non sanitario.

“Un conto è vaccinare gli amici degli amici, pratica ovviamente da censurare; altro conto è vaccinare il personale amministrativo che, come quello sanitario, è normale venga a contatto con pazienti e ospiti”, afferma Dusi. “Non dobbiamo pensare che chi lavora in amministrazione sia meno esposto di chi sta in corsia: intanto perchè il personale sanitario si sposta anche negli uffici e viceversa quello amministrativo in corsia. E poi pensiamo anche alla somministrazione dei vaccini: per inserire i dati nel data base, è normale vengano ingaggiati gli amministrativi per evitare di sottrarre tempo prezioso a chi effettua le vaccinazioni”. Un esempio per tutti: durante la prima ondata una decina di operatori del Cup si sono contagiati per aver frequentato anche il pronto Soccorso.

Secondo i dati diffusi in tempo reale dal Ministero della Salute, in Lombardia ad oggi sono state effettuate oltre 101mila somministrazioni, di cui 80.586 a operatori sanitari e sociosanitari; 17.614 a personale non sanitario; 3.158 agli ospiti delle Rsa. gb

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