Cronaca
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Avrebbe adescato una studentessa. Bidello sotto accusa. Il racconto della vittima

L’avvocato Zontini

Prima erano messaggi innocui, poi le cose sono cambiate. A raccontare in aula la sua versione dei fatti è stata Maria (nome di fantasia), oggi 18 anni, all’epoca 16, studentessa in un istituto superiore di Cremona. La ragazza accusa Marco (nome di fantasia), il bidello, di averle inviato messaggi WhatsApp e audio sul telefonino, chiedendole una foto di lei nuda.

L’uomo, 43 anni, licenziato e con in ballo una causa di lavoro, è a processo con l’accusa di adescamento di minorenni. E’ difeso dall’avvocato Alessandro Zontini. Oggi l’udienza è entrata nel vivo con l’esame dei testimoni del pm, tra cui la giovane vittima.

‘Sei molto carina, hai un bell’aspetto fisico’, le aveva scritto Marco ai primi di luglio del 2018, e la giovane “pensando fossero messaggi innocui”, gli aveva risposto, ringraziandolo. “Mi aveva anche invitato, insieme ai miei genitori, ad un suo concerto”, ha spiegato la ragazza, fino a quando lui le avrebbe inviato un messaggio chiedendole una foto di lei nuda.

“Ho rifiutato, ma lui ha insistito”, ha raccontato Maria. “Ero nel panico e quei messaggi li ho cancellati. Poi mi aveva inviato anche un audio. Continuava a scrivermi, anche che gli sarebbe piaciuto venire a casa mia e io avrei dovuto mostrargli la mia camera. A quel punto ho fatto presente la cosa ai miei genitori. A fine luglio l’ho bloccato con il telefono, interrompendo i rapporti”.

Di quanto era successo, la scuola ne era venuta a conoscenza nel novembre di quello stesso anno. Maria si era confidata con un’amica che aveva visto i messaggi e che aveva consigliato alla compagna di rivolgersi alla coordinatrice. Secondo quanto raccontato da Maria, anche altre due ragazze avrebbero ricevuto messaggi dal bidello. “Messaggi sul loro aspetto fisico”, ha detto la ragazza.

I messaggi inviati a Maria e l’audio erano stati poi mostrati ai dirigenti scolastici che avevano scritto a mano le parole riportate nell’audio. “Mi hanno chiesto se avevo avuto problemi emotivi”, ha ricordato la ragazza. “Ero stata male a luglio perchè non me l’aspettavo da lui”.

In aula è stata sentita anche la testimonianza del padre di Maria, che ha confermato di aver visto i messaggi, così come è stata sentita l’allora coordinatrice di classe, oggi in pensione. “Quando sono venuta a sapere queste cose dai rappresentanti di classe”, ha detto la professoressa, “sono rimasta perplessa e impressionata, perchè di lui non posso che parlare bene. Sono andata in presidenza e abbiamo chiamato la ragazza. Lì poi abbiamo trascritto i messaggi e l’audio”.

Le traduzioni dei messaggi sono su un dischetto nel fascicolo del giudice.

In quella scuola, Marco ha prestato servizio per 13 anni. Mai una macchia. “La scuola è la mia vita”, ha detto Marco fuori udienza. “Figurarsi se a 43 anni mi metto ad adescare ragazzine di 16. Quei messaggi sull’aspetto fisico ho sbagliato a mandarli, ma erano indirizzati a mia moglie. Mai ho chiesto a quella ragazza la sua foto nuda”. Marco suona la tastiera in un gruppo, fa volontariato, cura il giardino di una parrocchia fuori Cremona, raccoglie i tappi per Cremona Soccorso. “Da due anni non dormo”, ha detto, “mi manca la scuola”.

Si torna in udienza il prossimo 24 febbraio.

Sara Pizzorni

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