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Nasce l'associazione ristoratori
e baristi Arpe: 'Pronti a bloccare
strade se non ci fanno riaprire'

E’ stata presentata nel pomeriggio di oggi Arpe, Associazione Ristoratori & Pubblici Esercizi di Cremona, costituitasi il 10 gennaio, che raggruppa circa una trentina di soci.

Si tratta di baristi e ristoratori che inizialmente si erano radunati come Comitato spontaneo, ma che ora hanno voluto darsi una forma più ufficiale.

Un punto di partenza, ma anche un punto di arrivo, come spiega la presidente, Lina Grazioli: le battaglie che si stanno portando avanti in questo periodo difficile fanno senza dubbio da collante, ma sono solo l’inizio di “un percorso che vuole essere lungo e proficuo”.

Ma a proposito di battaglie, una delle prime mosse dell’associazione sarà, il 4 febbraio, un incontro con l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, per “chiedere conto dei ristori promessi a livello regionale”.

L’associazione è anche pronta a scendere in piazza: “Se dal 1° febbraio non ci fanno riaprire, passandoci in zona gialla, scenderemo in piazza con il movimento Mio Italia, che mira a chiudere le principali arterie stradali” spiega il vice presidente, Beppe Franzosi. “Nel nostro caso sarà la tangenziale. Si tratta di un’azione dimostrativa, nello stesso stile di quelle che facevano i Cobas del latte anni fa, perché siamo allo stremo e non ce la facciamo più”.

“La nostra esperienza è nata in maniera quasi casuale, da un invito alla protesta da parte di Beppe Franzosi all’indomani dell’inizio della seconda ondata della pandemia Covid-19 e della paventata chiusura dei nostri locali” spiega ancora Lina Grazioli. “Da quella prima protesta la nostra azione si è poi fatta via via più concreta e incisiva, ma soprattutto organizzata”.

Noi siamo quelli delle pentole che suonano. Siamo quelli del funerale in piazza del Duomo. Siamo quelli del tappeto nero davanti al Palazzo della Provincia. Tutte manifestazioni forti di cui non ci vergogniamo. Perché noi siamo anche e soprattutto quelli che hanno aperto confronti e dialoghi con il sindaco di Cremona, con il presidente dell’Amministrazione Provinciale e con il prefetto”.

Tra le richieste dell’associazione, anche quella “di svincolare la nostra provincia dagli indici regionali; richiesta che poi è stata ufficialmente presentata al Ministero e all’Istituto Superiore di Sanità”.

Ma ora si guarda avanti, alla necessità di ripartire: “Il nostro scopo non è solo protestare ora, ma anche guardare al futuro” conclude Grazioli. “E’ necessario, infatti, lavorare per una ripartenza. Perché le nostre imprese hanno bisogno di ricominciare a lavorare. Vogliamo restituire alle persone la fiducia in noi e nel nostro lavoro”.

Laura Bosio

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