Cronaca
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Studio Uil: in cinque anni 186 operatori sanitari in meno nella provincia di Cremona

Nell’arco di 5 anni, dal 2014 al 2019, la provincia di Cremona ha perso 186 operatori della sanità pubblica, passando da 4758 a 4572 tra medici, infermieri, operatori sanitari in genere. E nello stesso periodo la vicina provincia di Mantova ne ha guadagnati 49, da 4249 a 4298. La nostra provincia ha dunque risentito negativamente dell’unificazione delle aziende sanitarie locali, le Asl, divenute in questi stessi anni Ats, con l’accorpamento di Cremona e Mantova nell’unica Ats Valpadana. Lo rivela uno studio della Uil Funzione Pubblica uscito in questi giorni che mostra come sia necessario l’investimento sul capitale umano per far funzionare la sanità in Lombardia.

La provincia di Cremona risulta tra le più penalizzate di tutta la Lombardia che nel complesso registra una tenuta dei livelli occupazionali nella sanità pubblica, nel quinquennio considerato (+61 unità). Condividono questa situazione le province di Com, Sondio, Milano – Monza Brianza, Lodi e Pavia.

“Concentrandoci sui dati della nostra Regione occorre comprendere quali azioni siano necessarie per dare attuazione al concetto della presa in carico dei pazienti fragili e quante risorse umane porre in reclutamento. Secondo una stima prodotta rapportando il numero della popolazione regionale con il dato medio degli operatori sanitari del SSN, nella nostra regione occorrerebbero ulteriori 5.017 operatori per equiparare Regione Lombardia con il parametro nazionale di 11 operatori ogni 1000 abitanti”.

La stima per l’Ats Valpadana ( 771.247 abitanti) evidenzia in questo modo un deficit di 27 operatori sanitari; 91 gli operatori mancanti presso l’Asst di Cremona; 75 quelli dell’Asst di Crema.

Giuliana Biagi

 

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