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Aiuto alla maternità, la
posizione di fare Nuova
la Città e Cremona Attiva

da Letizia Kakou , Marco Loffi, Enrico Manfredini , Cinzia Marenzi , Riccardo Merli

Egregio Direttore,
come Gruppo Consiliare “Fare Nuova la Città – Cremona Attiva” desideriamo fare alcune precisazioni e considerazioni rispetto a quanto riportato nella lettera a firma del sodalizio Ceraso-Malvezzi-Fasani-Simi, che riportano quanto a loro interessa, tralasciando invece altri temi, rispetto al dibattito che c’è stato in Consiglio Comunale sul sostegno della natalità e della famiglia.
Il tema proposto è sicuramente rilevante, soprattutto in un momento come l’attuale, e trova tutti noi consiglieri di “FNLC – CR Attiva” sensibili ed attenti.
Il tema del declino demografico, che interessa da anni l’Italia e molti Paesi occidentali e tocca da vicino anche la nostra città, è complesso e interconnesso con molteplici problematiche che riteniamo siano di respiro prevalentemente nazionale: occupazione, politiche sociali a sostegno delle famiglie e delle madri che lavorano (es. congedi parentali retribuiti), asili e scuole, aiuti in caso di figli con disabilità, sbocchi di lavoro per i giovani, ecc. ; più in generale crediamo che contino molto la visione e le aspettative sul futuro, oltre che le reti di relazioni di una coppia che ha intenzione di avere figli. Non bastano certo interventi di sostegno alla natalità per il primo o i primi anni di vita, ma c’è bisogno di un orizzonte più ampio.

Il nesso con la legge 194/78 “Norme per la tutela della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” proposto nella mozione di Forza Italia – Viva Cremona è debole, perchè crediamo non abbia il peso preponderante in questo contesto. Siamo inoltre convinti che dopo più di 40 anni dalla promulgazione, la legge 194/78 debba ancora essere applicata nella sua interezza e nella sua essenza, che è poi quella del sostegno della maternità, nel quale lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.
Nel suo intervento il consigliere Merli ha fra l’altro esplicitamente espresso la contrarietà del nostro gruppo al via libera dato da Aifa (Agenzia Italiana del farmaco) alla vendita della pillola dei 5 gg alle minorenni, abolendo l’obbligo di presentare la ricetta medica. Riteniamo infatti che una decisione di questo tipo vada sempre accompagnata da un preciso percorso di educazione ed informazione, soprattutto in giovani donne che vengono lasciate sole in questa difficile decisione.

Il voto finale di astensione, che il nostro gruppo ha espresso all’ordine del giorno presentato, non è certamente finalizzato, come subdolamente ipotizzato da Ceraso-Malvezzi-Fasani-Simi a compiacere chicchessia o a calcoli di convenienza politica: sono pratiche queste che non ci appartengono! La fedeltà alla nostra coscienza vuole essere sempre il nostro faro e il nostro impegno.

Ci siamo astenuti per quanto spiegato sopra, perché il dispositivo dell’ordine del giorno prevedeva una serie di attività ed interventi che il Comune di Cremona non riuscirebbe a porre in atto, per questioni di competenze e di bilancio.
Allo stesso tempo il Comune di Cremona porta avanti numerosi progetti e servizi che già svolge a sostegno delle famiglie e dei minori, come il consigliere Merli ha ricordato, dai 4 asili nido alle 9 scuole per l’infanzia gestiti direttamente dal Comune (uno dei pochi casi in Italia!), alla gestione della ristorazione scolastica e al percorso di educazione alimentare, al servizio del trasporto scolastico per scuole infanzia primarie e secondarie di primo grado, ai centri estivi in cui è integrata la retta dovuta alle famiglie, al doposcuola, alle agevolazioni delle tariffe per le famiglie in difficoltà per il pagamento delle rette dell’asilo nido e della mensa scolastica, ai contributi economici alle scuole ed alle famiglie in condizioni di fragilità per l’acquisto di device per la didattica a distanza.

Ci sono poi altri numerosi progetti nei quali il Comune di Cremona è partner, come il progetto P.O.L.I. ” più opportunità liberano l’infanzia” il cui target è la fascia d’età 0-3 anni e il cui obiettivo è di ampliare e trasformare l’offerta per la prima infanzia in condizioni di fragilità, lavorando sull’abbattimento delle povertà economiche, relazionali e cognitive, e altri progetti nei quali il Comune è capofila, come per es. “CREMONA WAVE” (Inizia adesso non domani) per adolescenti a forte rischio di dispersione scolastica. L’impegno per rendere la città accogliente per famiglie, bambini e giovani è continuo.

Concludiamo riaffermando che una vera cultura della vita è una cultura che abbraccia la vita dal suo inizio alla sua fine, con tutte quelle espressioni di Umanità con cui ogni giorno ci confrontiamo, una cultura cioè che sa anche essere attenta e accogliere ogni persona, compreso il “diverso”, fare comunità con lo straniero e l’immigrato, sostenere il disabile.
Solo così possiamo guardare al futuro con fiducia e speranza!

 

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