Lettere
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La prova dei fatti sul
piano vaccinale lombardo

da Filippo Raglio

Spettabile Direttore,

le scrivo per esternare la mia gioia di fronte ai traguardi raggiunti dalla campagna vaccinale in questi giorni. Ieri, giovedì 29 Aprile, abbiamo infatti centrato l’obiettivo prefissato di 500 mila inoculazioni giornaliere. Dopo un impegnativo percorso di progressivo innalzamento delle somministrazioni, delineato dalla struttura commissariale con le regioni, finalmente l’Italia ingrana la quinta. In particolare vorrei porre l’attenzione sul risultato della Lombardia: ben 110 mila vaccinati ieri. Da sola, la nostra regione ha quindi contribuito al 22% del dato nazionale (mentre siamo il 16% della popolazione italiana).

A questo punto però sorge spontaneo un interrogativo: come può un sistema sanitario regionale “al collasso” e “da commissariare” registrare questi numeri ? A giudicare da come è stata venduta negli ultimi mesi la situazione del piano vaccinale lombardo parrebbe una bufala.

La mia impressione è che di fronte a questi fatti inizi a venir meno quell’alone di ignominia attorno all’amministrazione regionale, che i partiti di opposizione hanno saputo plasmare con abilità.

Per partire dall’inizio ricordo il caso dei camici appaltati al cognato di Fontana, in seguito al quale sono piovute richieste di dimissioni, accuse e illazioni di ogni tipo. Ebbene oggi è stato reso pubblico che il caso è stato archiviato.

Tornando ai vaccini invece, penso che nessuno possa negare i disagi iniziali legati alla piattaforma Aria; ma da qui a mortificare un intero sistema, che invece ha saputo ammortizzare bene questi colpi, c’è un salto insostenibile.

Sono i numeri a parlare sopra i sensazionalismi da comunicato stampa e i disguidi montati ad arte. La Lombardia non è mai scesa significativamente sotto la media nazionale di somministrazioni; si è attenuta alla linea prudenziale del ministero durante la fase di penuria di dosi e oggi che invece abbiamo acquisito sicurezza sulle forniture, sta correndo più degli altri. Da notare come proprio i numeri mancassero, in maniera organica, nella campagna mediatica contro la Regione: forse i partiti autori temevano che potessero essere confrontati con altri dati (per esempio quello degli ultra ottantenni toscani).

Con l’auspicio di un successo quanto più prossimo della campagna vaccinale in Italia, colgo l’occasione di ringraziare i volontari che tanto stanno dando per la sua attuazione.

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