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Consiglio comunale in remoto, da
Carletti scarsa propensione al confronto

da Santo Canale - Livia Bencivenga

Egregio direttore,

sul tema del consiglio comunale in remoto ci sentiamo di replicare alla risposta di Carletti che, in tutta onestà, non ci è sembrata assolutamente consona al ruolo da lui ricoperto. Innanzitutto, un ordine del giorno depositato da qualsiasi consigliere comunale deve essere preso in considerazione con serietà; riteniamo che lo scherno e la presa in giro (“Mi auguro pertanto che l’intento dei presentatori fosse quello di celebrarne l’anniversario” cito il presidente) non siano per nulla rispettosi del ruolo che i consiglieri ricoprono i quali, ricordiamolo, sono gli stessi che hanno votato il presidente dandogli fiducia e che da egli si aspettano e pretendono rispetto.

Detto ciò, come esplicitato nell’ordine del giorno depositato, siamo consapevoli che fino al termine dello stato emergenziale sarà possibile usufruire della modalità da remoto; la richiesta, appunto, era di renderlo possibile in casi specifici anche dopo, cosa che sarà possibile solo previo redazione di un regolamento.

Segnaliamo inoltre che, nonostante lo strumento sia utilizzato gia da un anno, nell’unico caso in cui è stato richiesto di votare in modalità segreta si è rivelato inadeguato, costringendo alla presenza e quindi penalizzando alcuni.

Per quanto riguarda le condizioni post emergenziali ci sembra evidente che l’ordine del giorno non sia nemmeno stato letto: le esigenze di connessione da remoto sono chiaramente definite “comprovate” ovvero a titolo esemplificativo la quarantena fiduciaria o casi legati allo stato di salute, nulla a che vedere con la spiaggia, la macchina o il supermercato. Il fatto che Carletti si sia affrettato a fare ironia ancora prima di comprendere e valutare le esigenze di alcuni è del tutto fuori luogo.

Inoltre, il fatto di aver rivolto la richiesta al sindaco e alla Giunta potrebbe sì esser stato un errore, ma a questo punto lo riteniamo opportuno, vista la dimostrata poca disponibilità del presidente nei confronti del Consiglio.

La sua risposta piccata denota ancora una volta la mancata propensione al confronto e all’ascolto delle legittime richieste dei consiglieri comunali. Detto questo, noi ci siamo limitati a raccogliere le esigenze e a porne istanza nelle sedi appropriate, cosa che piaccia o no continueremo a fare.

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