Cronaca
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Piano Unesco liuteria in salita
Le associazioni chiedono spazio

Chiedono maggiore coinvolgimento le associazioni dei liutai cremonesi, rappresentati da Confartigianato, con il presidente di categoria Stefano Trabucchi, Cna con il neo eletto Vinicio Bissolotti (insieme raccolgono 157 botteghe, i due terzi di quelle iscritte in Camera di Commercio) e Giorgio Grisales (Consorzio liutai Stradivari). Nessuno di loro era presente alla giornata di presentazione dell’avvio del percorso che dovrà portare entro un anno al Piano di salvaguardia del ‘saper fare liutario’ come patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Una delle tappe fondamentali per mantenere a Cremona il riconoscimento.

Gli organismi che rappresentano i liutai avevano espresso le loro considerazioni in una lettera inviata al sindaco qualche giorno prima della presentazione, dicendosi soddisfatti degli incontri avuti con le facilitatrici Unesco, ma richiamando l’attenzione sul fatto che l’eterogeneità del mondo liutario cremonese rende auspicabile un coinvolgimento pieno degli organismi di rappresentanza. “Siamo convinti – avevano scritto i tre rappresentanti al sindaco – che il piano di salvaguardia del saper fare liutaio tradizionale cremonese abbia bisogno del nostro contributo e di quello della maggior parte della comunità di pratica che rappresentiamo. Siamo sicuri che siamo e saremo un valore aggiunto e positivo al percorso
che faremo insieme (…) Sollecitiamo l’amministrazione ad adottare durante ogni sessione di lavoro, un ordine del giorno con gli argomenti da trattare, magari con un tempo limitato per ogni intervento e dando il giusto peso alla rappresentanza e ai contenuti suggeriti dai singoli liutai. Poichè ci è stata richiesta un’ampia collaborazione su tutto il percorso, ci piacerebbe essere coinvolti  e concorrere nelle eventuali decisioni che riguardano oggi e domani i nostri associati. Crediamo che dopo un confronto e un ascolto reciproco, si possa arrivare ad una condivisione ed un’ampia collegialità”.

Proprio durante l’incontro di lunedì 10 maggio, una delle facilitatrici Unesco aveva posto l’accento sulla necessità di ascoltare ad una ad una le singole botteghe liutarie: “Da oggi siete voi liutai in prima battuta a parlare, non più le istituzioni che vi rappresentano. Il piano di salvaguardia può aiutarvi verso lo sviluppo sostenibile che significa anche sviluppo economico”, le parole dell’esperta giuridica Benedetta Ubertazzi.

Nella lettera all’amministrazione, Cna, Confartigianato e Consorzio rendono espliciti alcuni punti sui quali la loro esperienza potrebbe portare un valore aggiunto: partecipazione alla stesura del questionario da sottoporre ai liutai, “magari suggerendo alcuni temi e alcune domande”; analisi della governance della liuteria, “auspicando un modello diverso di gestione e
di condivisione”; ruolo del Distretto della Liuteria all’interno del sito Unesco.

“Infine – concludono le associazioni – il percorso della redazione del piano di salvaguardia, seppur importante e strategico per il futuro dei liutai, non deve dimenticare la realtà delle botteghe: due anni di stop dovuto alla pandemia, concorrenza sleale, abusivismo, e difficoltà oggettive nel continuare a svolgere il saper fare liutario. Per questo è utile che l’amministrazione intercetti e trovi nuovamente nuovi sostegni per i liutai, come quelli messi a disposizione anche da parte delle Camera di Commercio.
Sostenendo, di nuovo, anche con altri attori economici, ad esempio Fiera e Camera di Commercio, i prossimi eventi e manifestazioni, ad esempio MondoMusica”.gb

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