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Il Pd si riorganizza in provincia
Soldo: "Più voce al territorio"

Una assemblea del Pd nel 2019 - foto d'archivio

Il Pd provinciale si riorganizza: orfano delle figure dei funzionari di partito, come pure dei finanziamenti pubblici che consentivano di mantenere strutture radicate sul territorio e privato pure di una delle principali forme di autofinanziamento, le feste dell’Unità, il partito imbocca nella nostra provincia una strada diversa, delineata dal segretario Vittore Soldo in un documento che sta circolando tra gli iscritti e illustrato nell’ultima assemblea. La strada è quella di una maggiore responsabilizzazione della rete territoriale, chiamata a svolgere un ruolo più attivo e soprattutto propositivo, di elaborazione politica. Il percorso per la verità era stato  avviato da tempo ma adesso viene rilanciato con forza, anche sulla spinta del segretario nazionale Letta e delle “Agorà”, spazi di discussione virtuali  per dare voce ai territori.

 Una proposta in stile federalista, così la definisce lo stesso Soldo: “Il documento è una proposta che deve essere condivisa per trovare una sua applicazione, ma delinea un percorso necessario in una fase in cui la politica si è troppo allontanata dalle esigenze reali della società. Occorre un maggiore radicamento nei  territori, fare in modo che le istanze specifiche delle comunità locali possano trovare un interlocutore riconosciuto e riconoscibile che le sostenga e le porti nei luoghi decisionali.  Per questo il documento chiede ai territori di essere più attivi in termini di proposte ed elaborazione politica”.

“Il partito è cambiato – aggiunge Soldo – non ci sono più funzionari stipendiati, io stesso lavoro in un’azienda privata e non posso fare politica a tempo pieno: è giusto che il carico di lavoro venga distribuito”.

Non solo una diversa suddivisione funzionale, ma anche politica, con la volontà di dare maggiore peso alle proposte che vengono dalla base, ragionando sui temi concreti.

Dal punto di vista organizzativo quindi la proposta di Soldo è quella di aggiungere ai quatto circondari esistenti (Cremasco, Terre di mezzo, Cremonese e casalasco), un nuovo circondario con un proprio coordinatore, che include soltanto il capoluogo: “La città di Cremona ha le sue peculiarità, è sede di uffici di valenza provinciale, che si relazionano con la regione e ha una sua complessità, non è paragonabile ai comuni minori. E’ giusto che sia un circondario a se stante”.

Altra novità riguarda l’area casalasca: viste le tante cose in comune con i comuni mantovani, ad esempio la sanità, viene prefigurato, in accordo col Pd mantovano, un circondario che oltrepassi i confini provinciali.

In questa riorganizzazione rientra anche la creazione di un nuovo organo: ora il partito è strutturato in un’assemblea, che raccoglie tutti gli iscritti e in una segreteria. Nella nuova visione proposta da Soldo, quest’ultima sarà affiancata da una direzione composta da 4 – 5 membri per ciascun circondario. Sarà questo il luogo della elaborazione politica, mentre la segreteria avrà un compito puramente esecutivo. Ai territori verrà chiesto di proporre un certo numero di candidature per la direzione, rispettando la parità di genere: sarà questo il modo per dare voce ai territori.

Attualmente  svolgono attività il circondario cremasco e in parte quello delle Terre di mezzo (con i Comuni maggiori di Castelleone, Soresina e Pizzighettone), mentre quello cremonese e quello casalasco non sono mai riusciti a decollare.

Giuliana Biagi

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