Cronaca
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Terapia Intensiva e Pronto Soccorso,
si lavora per riorganizzazione

E’ da fine maggio che la Terapia Intensiva dell’ospedale di Cremona è Covid free e i malati che hanno avuto bisogno di cure rianimatorie nell’arco di questi mesi sono stati non più di una decina, tutti trasferiti negli hub regionali.

E’ il dottor Enrico Storti, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione, ad aggiornare  sulla situazione dei ricoveri, oggi decisamente più rosea di un anno fa, a margine dell’inaugurazione della sala polifunzionale dell’ospedale donata dalla Onlus Siamo Noi.

Il  duro colpo accusato dalla sanità regionale nel primo, terribile anno del Covid, ha portato ad un’accelerazione dei processi organizzativi interni anche all’ospedale di Cremona.

“Stiamo lavorando – ha aggiunto Storti –  ad una riorganizzazione del dipartimento di Emergenza urgenza e accettazione progettando uno spazio di alta-media intensità al settimo piano, con una nuova terapia intensiva e nuovi posti di subintensiva che ora sono dispersi in vari reparti dell’ospedale.

“Questo si inserisce in un percorso omogeneo che parte dal Pronto Soccorso, per fare in modo che non siano più gli operatori a doversi piegare alla logistica, ma viceversa. Ci sarà una sala per l’osservazione più grande e una shock room (stanza attrezzata per i traumi più gravi, i “codici rossi”, ndr) con due letti.

Allo stato attuale, non esiste più il triage esterno per accertare il rischio di Covid nelle persone che si recano al Pronto Soccorso. Per accedervi si deve seguire il tracciato della linea rossa e se durante il questionario anamnestico emerge un sospetto di infezione, la persona viene fatta sostare in un’area isolata per sottoporsi a tampone rapido.

E a proposito della donazione di Siamo Noi al Dipartimento Dea, Storti ne esalta la valenza: “Un grande grazie, perchè quella che ci è stata donata è una grande opportunità per il personale, rendendo più agevole lo svolgimento di incontri e  riunioni, anche dialogando a distanza, migliorando così la possibilità di costruire nuove linee guida per essere sempre più efficaci nelle terapie ai nostri malati. L’aggiornamento continuo è importantissimo”. gbiagi

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