Cronaca
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Prostituzione minorile, Crotti:
"Convinto fossero maggiorenni"

Foto Sessa

“Ero convinto che fossero tutti maggiorenni”. Si è difeso così, in un lungo interrogatorio davanti all’autorità giudiziaria, Renato Crotti, 55 anni, il professionista e giornalista cremasco arrestato il 22 ottobre scorso per prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico.

Crotti, già indagato nell’inchiesta dei fondi per l’emergenza Covid sottratti alla Onlus “Uniti per la provincia di Cremona” per associazione a delinquere finalizzata a distrarre parte di quei fondi, è ancora in carcere per aver fatto sesso con minori e per il momento i suoi legali non hanno fatto ricorso al tribunale del Riesame.

Durante le indagini alla ricerca dei fondi spariti, gli investigatori avevano trovato foto di minori nudi sul cellulare dell'”insospettabile” Crotti, facendo scattare la seconda inchiesta sulla prostituzione minorile e sul possesso di materiale pedopornografico. Il giornalista cremasco avrebbe pagato ragazzi di 15 e 16 anni in cambio di video e foto hard e per soddisfare i propri piaceri sessuali in incontri fissati la sera in mezzo ai campi, nei parcheggi e in un garage. 

“Quando ho conosciuto il signor Crotti”, aveva raccontato uno dei giovani, “ricordo che lui stesso mi chiese se sapevo che potevo guadagnare qualcosa se avessi assecondato sue fantasie sessuali particolari. Queste sue manie in città erano note ai ragazzi della mia età”. Un altro, invece, aveva detto di essere stato pagato 50 euro dopo un incontro sessuale nell’auto di Crotti nel parcheggio della stazione.

Sara Pizzorni

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