Cronaca
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Palazzo Cittanova, ecco il progetto
per renderlo ancora fruibile

L'edificio non è più utilizzato da dopo lo scoppio della pandemia e non è a norma. Il Comune partecipa a bando della Regione. Ieri intanto è stata messa in sicurezza la scala esterna

Tornerà alla collettività palazzo Cittanova, che da due anni, da quando è esplosa la pandemia, non ha più riaperto. La Giunta di stamattina ha approvato il progetto di fattibilità per candidare il palazzo al bando “Piano Lombardia 2021-2022 – valorizzazione del patrimonio pubblico lombardo a fini culturali”, con una proposta di recupero funzionale e adeguamento tecnologico. In particolare dovrà essere adeguato alla normativa antincendio, quindi verranno rifatti gli impianti, eliminate le barriere architettoniche e sostituiti i tendaggi.
Inoltre viene previsto il restauro conservativo sulle facciate, sui pavimenti e sui soffitti interni; il restauro dei serramenti in legno e vetro a piombo; la manutenzione straordinaria della copertura e dei servizi igienici.

Il tutto per una richiesta di contributo pari a 1 milione di euro.

Il  progetto, presentato dal vicesindaco Andrea Virgilio, nasce dal lavoro congiunto degli assessorati al Patrimonio e Lavori Pubblici e alla Cultura e risponde ad una richiesta di spazi per la cultura e i convegni che giungono da più parti. Tra le realtà che fino a prima della pandemia lo utilizzavano, la Scivac, la società dei medici veterinari che ha sede a palazzo Trecchi e organizza attività di rilievo internazionale. Proprio la vicinanza dei due palazzi è funzionale ad un utilizzo del Cittanova per i corsi di formazione e i convegni che caratterizzano l’attività della Scivac. Ma anche, come sottolinea l’assessore Luca Burgazzi, “c’è una richiesta di spazi da parte delle associazioni che fanno teatro, come pure dalle scuole. Finora abbiamo fatto sul palazzo interventi manutentivi, ma c’era bisogno di più per renderlo utilizzabile, per questo si è deciso di candidarlo al bando”.

Ieri mattina è stata messa in sicurezza la scala antincendio posta sul retro, uno dei tanti punti ammalorati dell’edificio, testimone di quasi un millennio di storia cremonese: per tutto il XII secolo fu sede del Consiglio della “Città Nova”, che rappresentava il popolo in contrapposizione ai nobili dell’antico castrum. Successivamente nel Quattrocento fu sede della corporazione dei mercanti di fustagno, quindi nel Settecento caserma e nell”800 ospitò l’archivio notarile, fino al 1911.

La storia recente è contrassegnata da un utilizzo massiccio da parte di enti teatrali, scuole, associazioni varie. Oggi l’unica parte utilizzabile è la saletta al piano terra, ma tantissimo resta da fare. I serramenti in legno saranno restaurati attraverso un recupero funzionale con consolidamento dei vetri in piombo; i pavimenti in botticino e cotto antico saranno ripuliti con metodi idonei e poi rivestiti con un protettivo traspirante idrorepellente.

Il vano scala sarà adeguato alle norme sia per quanto riguarda i corrimano che i parapetti e per eliminare le barriere architettoniche verrà installata una rampa in legno all’ingresso per eliminare il dislivello. gbiagi

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