Cronaca
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Aviaria, 272 focolai in Italia
Ancora attivi i due cremonesi

Nel sud della provincia di Brescia sono 17 gli allevamenti colpiti, nel nord Mantovano 23 focolai. Nuove misure del ministero della Salute

Prosegue l’epidemia di influenza aviaria (virus H5N1) che sta colpendo il nostro paese, con un ulteriore incremento dei focolai che hanno raggiunto quota 272 dall’inizio della diffusione virale (19 ottobre 2021). Secondo i dati aggiornati allo scorso 24 dicembre, in Lombardia sono stati individuati finora 42 focolai, di cui due in provincia di Cremona, 17 nella Bassa bresciana e 23 nell’Alto mantovano. La maggior parte dei casi è stata rilevata nelle province venete di Verona, Padova e Vicenza.

Per quanto riguarda il territorio cremonese, i due focolai sono ancora attivi. Il primo è stato individuato il 25 novembre e riguarda un allevamento di broiler (polli da carne) mentre il secondo è stato reso noto il 1° dicembre ed interessa un’azienda di tacchini. Entrambi i casi si sono verificati al confine con la provincia di Brescia.

L’epidemia sembra sotto controllo, soprattutto nel Cremonese, ma la situazione è in evoluzione e riguarda peraltro tutta Europa e non solo. Pochi giorni fa in Israele oltre 5.200 gru selvatiche sono morte a causa del virus e mezzo milione di polli sono stati abbattuti. La Francia ha segnalato un focolaio nella regione delle Landes, produttrice di foie gras, la scorsa settimana, mentre il Regno Unito ha reso noto di avere abbattuto quest’anno circa mezzo milione di uccelli. Anche Belgio e Paesi Bassi hanno imposto misure di contenimento del pollame negli ultimi mesi dopo aver rilevato focolai in alcuni allevamenti.

L’epidemia preoccupa gli avicoltori lombardi per le pesanti conseguenze che comporta, con gravi danni alla salute animale, ingenti costi economici, chiusura dei mercati esteri e contrazione dei consumi. Viene considerato molto basso, invece, il rischio del passaggio del virus dagli animali all’uomo, anche se gli operatori del settore sono tenuti ad osservare rigidi protocolli.

Il ministero della Salute ha intanto emanato una disposizione che contiene ulteriori misure di controllo e sorveglianza. Per le regioni ad alto rischio, tra cui l’intera Lombardia, viene disposta la chiusura del pollame e dei volatili in cattività degli allevamenti all’aperto all’interno di un edificio dell’azienda. Se questo non è possibile, per aspetti strutturali o perché il benessere animale potrebbe risultare compromesso, i volatili devono essere confinati in altro edificio o luogo della stessa azienda che non consenta contatti con altro pollame e altri volatili in cattività di altre aziende, adottando inoltre ogni misura possibile per ridurre al minimo i contatti con i volatili selvatici. Il provvedimento è già in vigore e resterà valido, salvo rinnovi, fino al 31 gennaio 2022. g.lo.

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