Cronaca
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Proscioglimento Cauzzi, giudice:
"Nessun dolo nè vantaggi illeciti"

Lo scorso 13 gennaio l’ex sovrintendente del teatro Ponchielli Angela Cauzzi è stata prosciolta dal gup Elisa Mombelli in merito all’accusa di abuso d’ufficio per aver violato la disciplina relativa ai contratti pubblici di fornitura soprasoglia. I fatti contestati andavano dal 2016 al 2020. L’esposto contro la Cauzzi era stato presentato da Andrea Rurale, uno dei consiglieri della Fondazione.

L’avvocato Cantalupo

L’accusa per l’ex direttore del teatro, incarico che ha svolto per più di trent’anni, era quella di aver favorito il fratello, titolare della ditta “Proservice”, per alcuni contratti di prestazioni di fonico e noleggio di materiale cosiddetti soprasoglia (sopra i 40mila euro), senza gara d’appalto e comunque non osservando le discipline previste per l’affidamento diretto dei contratti soprasoglia.

Il giudice, come si legge nelle 10 pagine di motivazione della sentenza, ha invece ritenuto “francamente difficile sostenere che la condotta della Cauzzi fosse sorretta dalla consapevolezza e dalla volontà di violare la disciplina, avendo la stessa agito in assoluta buona fede, e in ogni caso nella convinzione, peraltro generalizzata sia in coloro che hanno operato all’interno della Fondazione, sia nei terzi che con la stessa hanno intessuto rapporti, come ad esempio la Regione Lombardia, che la Fondazione fosse un soggetto giuridico di diritto privato, come tale assolutamente libero nella contrattazione e come tale non vincolato all’esperimento di procedure ad evidenza pubblica, che non risultano essere mai state applicate nè nei rapporti con i dipendenti, nè nei rapporti con altri fornitori”.

“Significativo”, si legge nella motivazione, è poi che, rispetto alla congruità dei prezzi praticati dalle  ditte, nulla sia mai stato eccepito dal Collegio dei Revisori dei Conti che ogni novanta giorni effettuava le debite verifiche contabili e fiscali. Parimenti indicativa è la circostanza per cui i bilanci preventivi e consuntivi siano sempre stati approvati sia dal Cda, sia dall’Assemblea dei soci senza contestazioni di sorta. Ed, ancora, va rilevato come la Fondazione non abbia mai lamentato alcun danno, nemmeno a seguito degli esiti delle indagini svolte nell’ambito del presente procedimento”.

“Le prestazioni dei fornitori, tutti storici, sono state effettivamente svolte e nessun vantaggio illecito è stato procurato”, aveva già sostenuto nella sua arringa l’avvocato Isabella Cantalupo, e il giudice ha “sposato” la sua linea difensiva. “Le procedure sono state tutte corrette, i singoli contratti erano inferiori ai 40.000 euro. Tutto è stato fatto in assoluta mancanza di dolo”.

Angela Cauzzi era stata al centro delle polemiche per tutto il 2020 a seguito della decisione del presidente della Fondazione Ponchielli, il sindaco Gianluca Galimberti, di non rinnovarle più il contratto, in scadenza a fine anno, dopo 30 anni di guida del teatro. Una lunga serie di attriti, anche all’interno del Cda della Fondazione, derivanti essenzialmente dalle modalità con cui era stato chiuso il rapporto. Modalità che non sono mai state digerite da una fetta importante del Partito Democratico che, ad esempio con Luciano Pizzetti, aveva manifestato stima incondizionata per la dirigente e mai apprezzato il modo sbrigativo con cui era stata allontanata.

Sara Pizzorni

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