Cultura

Prima prova scritta, il tema:
il commento dei prof cremonesi

Abbiamo chiesto ad alcuni insegnanti di Lettere del liceo Classico e Linguistico Manin un commento sulle tracce proposte dal Ministero per la prima prova scritta della Maturità 2022, il tema di italiano. Nel video, Emilio Giazzi, docente di Italiano, Latino e Greco, sez. Classico.

Lorenza Passamonti, italiano e latino, sez. Linguistico. “Gli autori erano abbastanza prevedibili, almeno per quanto riguarda Verga, di cui ricorrono i 100 anni dalla morte. D’altra parte queste previsioni lasciano il tempo che trovano, personalmente non ci credo mai tanto. Le scelte sono ricadute su autori che i ragazzi conoscono bene, chi le ha proposte ha tenuto presente l’impatto del Covid e ha cercato di venire incontro ai ragazzi.

Uno spunto che poteva essere tratto dall’attualità era il tema guerra, che invece è stato evitato anche se in tutti i testi, tranne uno, si può notare un fil rouge, costituito dalla  sofferenza. Nella poesia di Pascoli, “La via ferrata”, l’argomento è quello della modernità che irrompe nel paesaggio agricolo, un tema classico con cui sisono cimentati anche altri autori. Ma i due versi finali nell’ultima quartina parlano di “femminil lamento”; e la sofferenza al femminile è anche il tema della novella di Verga, “Nedda”. Non siamo ancora nel pieno del verismo, ma è un testo in cui si rappresenta per la prima volta in Verga l’ambiente siciliano, ambiente degradato, situazione misera, ragazza madre a cui dopo tanti lutti, muore anche la bambina.

E poi c’era il brano tratto dal libro di Luciana Segre e Gherardo Colombo, anche qui sofferenza, sempre al femminile. E’ un testo molto bello, che si adatta bene ai ragazzi perché parla dell’espulsione dalla scuola subìta da una ragazzina, i ragazzi lo hanno compreso bene e la Segre è dotata di grande capacità comunicativa. 

Il testo argomentativo riguardava il cambiamento climatico, la sofferenza della Terra. Anche questo è un  tema di grande attualità, lo spunto era il discorso del Premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi nella riunione preparatoria del Cop26, un contesto ufficiale in cui si rivolgeva a chi può fare qualcosa per risolvere il problema della Terra.

E poi, per concludere su questo stesso filo conduttore, il testo sull’iperconnessione, “Tienilo acceso” dove, parlando di un’autostima traballante, mi sembra di cogliere la sofferenza di oggi, molto attuale, in questi giovani che a volte si sentono soli, incapaci di gestirsi nella vita reale. 

In mezzo a tutto ciò c’era poi il tema della musicofilia, ossia la musica come esperienza condivisibile, da cui si poteva trarre spunto per parlare del potere universale della musica.

In sintesi, tutti questi spunti mi sono sembrati molto belli, il più scelto nella mia classe è stato quello della Segre”.

Giuseppina Rosato, Italiano e Latino, sez. Linguistico.  “Gli Autori scelti per la tipologia A, Giovanni Pascoli per la poesia e Giovanni Verga per la prosa, sono stati ampiamente studiati e affrontati nei programmi curricolari. Tra Nedda, da una parte, e La via ferrata tratta da Myricae, dall’altra, sarebbero stati in grado di orientarsi sia nei sentieri del Verismo verghiano che del Decadentismo pascoliano, così come partire da qui per affrontare il dualismo paesaggio rurale-progresso tecnologico e il mondo degli “umili” nati dalla penna dello scrittore siciliano.
Sicuramente testi che non rientravano nelle aspettative più immediate degli studenti, rispetto al molto più pronosticato Pier Paolo Pasolini – in considerazione del centenario della nascita – ma selezione sicuramente da loro apprezzata.

Se avessero voluto poi optare per una delle proposte della tipologia B, non avrebbero avuto che l’imbarazzo della scelta: dal testo di Liliana Segre e Gherardo Colombo, “La sola colpa di essere nati”, che consentiva di inquadrare poi il contesto storico, con tutte le implicazioni di natura sociologica, politica, socio-culturale nonché l’attualizzazione delle tematiche affrontate, al testo sul potere universale e unificatore della musica, Musicofilia, per arrivare dunque alla terza traccia della tipologia B, di natura tecnico-scientifica, incentrata sul cambiamento climatico.

A partire dal brano del premio Nobel Giorgio Parisi, è stato richiesto agli studenti e alle studentesse di analizzare il tema del cambiamento climatico e l’impatto che esso ha avuto e ha sulle nostre vite.
Le scuole hanno lavorato molto sul tema Ambiente, con l’Agenda 2030, anche all’interno dei curricoli d’Istituto per l’insegnamento dell’Educazione civica. Quindi, anche per questo filone avrebbero avuto molto materiale a disposizione su cui poter argomentare.
Infine, per le tematiche di attualità intrinseche nelle due proposte della tipologia C, si è spaziato dal Covid, il virus che non discrimina, alla correlazione tra disastri economici e pandemia, nell’ottica dell’ecologia integrale di cui parla Papa Francesco, alla minaccia delle armi, al mondo iperconnesso.

La dicotomia tra reale e virtuale, tra vita on-line e off-line è stato l’argomento maggiormente favorito dai nostri maturandi, lasciandosi ispirare dal brano tratto dal libro “Tienilo acceso: posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello” di Vera Gheno e Bruno Mastroianni. Sentendosi particolarmente coinvolti, hanno dato voce ai loro vissuti, arrivando nel “porto sepolto” della loro interiorità e, attraverso una parola scavata, attraverso un profondo scandaglio del loro Io quotidiano, tornare alla luce con i loro canti e disperderli, proprio come ci invita a fare Giuseppe Ungaretti, riconoscendo alla poesia un forte potere conoscitivo di sé stessi”.

 

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