Cronaca
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"L'acqua negli invasi alpini c'è,
la Regione deve far aprire i rubinetti"

“Il territorio cremonese deve unirsi, essere compatto e chiedere alla Regione, l’unico ente che ha l’autorità per farlo, che i gestori degli invasi alpini rilascino l’acqua per consentire almeno in parte di salvare agricoltura e zootecnia, assi portanti dell’economia di questa parte della regione”. Lo afferma il sindaco di Stagno Lombardo, rappresentante della Provincia di Cremona nel consorzio  Dunas.

“Ma parlo anche da sindaco di un Comune dove agricoltura e allevamento sono la ricchezza del territorio, credo che ci debba essere una forte attenzione a questo settore, perchè ne va di un intero sistema”, continua Mariani.  Ho avuto modo di vedere i dati sulla quantità d’acqua negli invasi alpini, ne ho parlato col Presidente della Provincia che, devo dire, è stato uno dei pochi enti a muoversi. E mi viene un dubbio, ossia se vi sia la volontà di privilegiare un settore ai danni di un altro, in questo caso l’agricoltura”.

Serve pertanto una presa di posizione congiunta, sotto forma di documento, da presentare all’autorità idrica regionale affinché decreti il rilascio di acqua dai bacini alpini.

Secondo quanto diffuso ieri dal presidente di WWF Lombardia Gianni Del Pero, “a monte del lago di Como si sta accumulando sempre più acqua. Mentre la pianura si secca sempre di più. Gli invasi idroelettrici alpini sopra il lago di Como hanno aumentato le loro riserve di quasi 30 milioni di metri cubi nelle ultime due settimane”.
Addirittura contengono risorse idriche in percentuale superiore di circa tre volte rispetto allo scorso aprile (35 per cento al 26 giugno 2022 contro il 13,9 per cento del 24 aprile 2022). Al 3 luglio, in questi invasi erano disponibili 191 metri cubi di acqua”.

I dati citati dal  Wwf sono gli stessi visionati da Mariani, nella riunione del Dunas. “Le deroghe al deflusso minimo vitale non sono sufficienti”, continua Mariani, se l’acqua c’è bisogna aprire i rubinetti. Ci deve essere una pressione politica indipendentemente delle appartenenze, qui c’è un intero  sistema produttivo che va in crisi”.

Domani intanto è previsto un incontro tra rappresentanti della Provincia e le categorire economiche sulla crisi idrica. gbiagi

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