Cronaca
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Federauto Confcommercio:
De Lorenzi presidente provinciale

Cesare De Lorenzi è stato confermato presidente del gruppo Federauto di Confcommercio Cremona. Con lui entrano in consiglio Mauro Bossoni e Simona Lacchinelli. “Ma l’idea – spiega De Lorenzi – è quella di un gruppo aperto, che si arricchisce della collaborazione di tutti gli altri colleghi. Stiamo vivendo, come concessionari, un momento complicato e un contesto in rapida evoluzione. Il confronto tra gli imprenditori del comparto è utilissimo per decifrare la realtà e individuare la rotta”.

Ad indicare le criticità del mercato basta qualche numero. “Federauto nazionale ha stimato che, nel primo semestre dell’anno, le nuove registrazioni sono scese del 22,7% rispetto al 2021. La flessione rispetto al 2019 arriva, invece, al 36,8%”.

“A giugno, per gli incentivi sui motori più tradizionali, il decremento del mercato è stato contenuto. – continua il presidente Federauto – Ma i fondi disponibili sono andati rapidamente esauriti. È stata una boccata d’ossigeno al settore più che una inversione di tendenza”.

“Restano ancora disponibilità importanti sugli acquisti di elettriche e plug-in. -rilancia De Lorenzi – Su tali acquisti incidono ovviamente i prezzi piuttosto elevati, l’ascesa del costo dell’energia, la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie, le incertezze di autonomia chilometrica, le incognite legate alla insufficiente rete dell’infrastruttura di ricarica, specialmente in autostrada dove le colonnine scarseggiano”.

Per queste ragioni i concessionari di Confcommercio Cremona non nascondono qualche perplessità e preoccupazione per le decisioni Consiglio dei ministri dell’Ambiente dei Paesi Ue, che vorrebbero mettere al bando, nel 2035, i motori termici.

“È giusto un approccio “ambizioso” al problema ma occorre che si guardi in modo “realistico” alla transizione verso una mobilità a impatto climatico zero”. Che, per Federauto significa, innanzitutto, non trascurare quelle tecnologie che proponendo biocarburanti di fonte 100% rinnovabile (idrogeno, biometano, sia compresso che liquefatto, e-fuel), possano accompagnare la decarbonizzazione – accelerandone addirittura gli effetti positivi – in attesa della praticabilità delle alimentazioni a impatto zero (che siano batterie o la tecnologia che prevarrà) adattabili, per di più, ad ogni tipo di veicolo, anche quelli della mobilità pesante o, persino a navi ed aerei. Auspichiamo, dunque, che si adotti un metodo di misurazione più realistico che consideri le effettive emissioni dei prodotti energetici e dei veicoli tenendo conto del loro intero ciclo di vita”.

“Serve trasparenza e onestà intellettuale nell’affrontare il problema – conclude – Forse le case automobilistiche sono i soggetti capaci, più di chiunque altro, di rispettare le decisioni della Ue. Abbiamo persino pacchetti che prevedono l’installazione di colonnine a casa di chi acquista un veicolo elettrico. Ma poi cci si scontra con la mancanza delle infrastrutture per garantire le ricariche”.

Fare la scelta giusta diventa, dunque, più complicato anche per gli automobilisti. Da uno studio di Federauto emerge che il 34,5% ascolta i consigli del rivenditore, il 22% si basa sul passaparola, il 21,8% si affida alla qualità del marchio, il 20,3% consulta i siti online specializzati, il 17,3 % preferisce il sito della casa madre. E per scoprire tutte le novità del settore, basterà partecipare al prossimo “Giovedì d’Estate” dedicato, appunto, alla “mobilità” e, dunque, anche ai “motori”.

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