Cronaca
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Mieloma, dalla diagnosi alla cura
all'Ospedale di Cremona

“Ad oggi non possiamo ancora dire che il mieloma multiplo sia guaribile, ma abbiamo tanti pazienti che grazie a nuove terapie farmacologiche e con il trapianto di midollo godono di anni di benessere, senza segni di malattia”: Alfredo Molteni, direttore dell’UO Ematologia dell’Asst di Cremona, racconta l’evoluzione delle cure per questo tumore del sangue, che pur essendo relativamente raro rappresenta circa il 10 per cento delle neoplasie ematologiche.

L’Asst di Cremona assiste ogni anno una quarantina di persone affette da mieloma, con una presa in carico multidisciplinare dalla diagnosi alla terapia, cui segue un periodo di follow-up per monitorare lo stato di salute e individuare eventuali recidive. “Facciamo tutto ciò che è indicato dalle linee guida internazionali”, afferma Molteni.

“La prima identificazione della malattia avviene in genere in regime ambulatoriale dopo che il paziente è stato indirizzato dal medico di medicina generale – prosegue Molteni. In alcuni casi si tratta di pazienti che seguiamo da tempo per una alterazione nota come “gammapatia monoclonale” che in una piccola percentuale di casi può evolvere a mieloma. Raramente la diagnosi viene fatta in regime di ricovero dopo accesso da pronto soccorso per complicanza sintomatica”.

DIAGNOSI E TRATTAMENTO

In occasione della prima visita ematologica, lo specialista può programmare ulteriori indagini di approfondimento, tra cui l’aspirato midollare e la biopsia osteomidollare. “Questo esame viene effettuato in regime ambulatoriale e con anestesia locale”, spiega Cristina Fiamenghi, ematologa all’Asst di Cremona. “Se l’esame conferma la diagnosi di Mieloma multiplo verrà proposto al paziente un programma terapeutico che terrà conto dell’età e delle comorbidità del paziente, ma anche delle caratteristiche biologiche della malattia”.

Il percorso diagnostico-terapeutico del paziente con mieloma può coinvolgere radiologi, radioterapisti, neurochirurghi e nefrologi, che con il reparto di Ematologia (diretto da Alfredo Molteni) collaborano in ottica multidisciplinare. “Il mieloma è una malattia radiosensibile – sottolinea Fiamenghi – ed in particolari situazioni può essere indicato effettuare una radioterapia in sedi specifiche di malattia, prima d’iniziare la terapia sistemica”.

Non tutti i mielomi richiedono una terapia immediata: “Anche se non è una situazione che si presenta frequentemente – prosegue Fiamenghi – in alcuni pazienti in cui non si è sviluppato il cosiddetto “danno d’organo” (come insufficienza renale, lesioni ossee, anemia e ipercalcemia) e la malattia ha caratteristiche “indolenti” il trattamento può attendere”. In questi casi, il paziente viene controllato regolarmente per verificare che non ci sia un’evoluzione della malattia.

Nei pazienti con meno di 70 anni e in assenza di altre patologie, la terapia standard prevede un percorso di cura farmacologica con chemioterapici, che si conclude con l’autotrapianto di midollo. Il tutto dura circa 8-10 mesi, cui seguiranno controlli periodici regolari per valutare l’efficacia del trattamento.

Per le persone affette da mieloma ma non candidabili al trapianto ci sono terapie farmacologiche alternative, che in genere vengono continuate finché la malattia ne trae giovamento. “Fino a quindici anni fa, l’aspettativa di vita per una persona affetta da mieloma era in media di cinque anni”, sottolinea Fiamenghi. “Il recente sviluppo di nuovi farmaci ha cambiato la storia naturale di questa patologia, allungando l’aspettativa di vita, restituendo fiducia”.

MIELOMA: DI COSA SI TRATTA

Il mieloma multiplo è un tumore delle plasmacellule, ovvero i globuli bianchi deputati alla produzione di anticorpi. Le cellule anomale si accumulano nel midollo osseo interferendo con la normale produzione dei globuli rossi, bianchi e piastrine. È una patologia la cui incidenza aumenta con l’età ed è quindi più comune nelle persone anziane.

Secondo i dati raccolti dall’Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro (AIRC) in Italia vengono diagnosticati in media ogni anno 11,1 nuovi casi ogni 100mila uomini e 7,7 nuovi casi ogni 100mila donne. Ogni anno si registrano circa 6 mila nuove diagnosi, di cui 800 solo in Lombardia. Il trattamento viene adeguato al singolo caso e diversificato in base all’età, alle comorbidità riscontrate e alle caratteristiche della malattia.

Si tratta di una malattia estremamente eterogenea, che può essere molto diversa da paziente a paziente. I sintomi sono per lo più aspecifici (stanchezza, dolori ossei): il paziente giunge solitamente all’attenzione dell’ematologo in seguito al riscontro di anomalie agli esami del sangue prescritti dal medico curante. In particolare, la presenza della componente monoclonale, anticorpo prodotto in grandi quantità dalle cellule di mieloma, è l’elemento che pone il sospetto diagnostico di mieloma.

AMBULATORI DI EMATOLOGIA

L’ambulatorio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 15.30. Si accede con la prescrizione medica.

Prenotazioni: numero verde 800 638 638; on line www.prenotasalute.regione.lombardia.it

Nel caso vi sia l’indicazione di priorità (urgenza /urgenza differibile) è preferibile rivolgersi CUP dell’Ospedale di Cremona (ingresso da Largo Priori 1 – Palazzina 12) aperto dal lunedì al venerdì, dalle 7.15 alle 18.30, il sabato dalle 7.30 alle 12.

IL SOSTEGNO DI AIL

L’associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (AIL) conferma il proprio sostegno all’UO di Ematologia dell’Asst di Cremona attraverso un importante finanziamento per una borsa di studio biennale, finalizzata alla presenza di biologo all’interno del laboratorio citofluorimetria, anche con funzioni di data management.

Lo annuncia Ines Bodini, presidente Ail sezione Cremona. “A questo si aggiunge il rinnovo – ormai decennale – della consueta borsa di studio (sempre per uno specialista biologo) e il rinnovo del noleggio di un Citofluorimetro in uso presso l’Ematologia di Cremona dal 2019». In ordine di tempo, l’ultima donazione dell’Ail è stata consegnata in reparto lo scorso 26 agosto, e consiste in sei sedie professionali utili allo svolgimento delle attività sanitarie.

Il citofluorimetro è un’apparecchiatura fondamentale per un reparto di Ematologia: attraverso l’analisi di materiale biologico prelevato dal paziente, consente di contare e valutare le caratteristiche delle cellule presenti nel campione prelevato, con un livello di precisione altissimo, a garanzia di diagnosi accurate. Svolge inoltre un ruolo decisivo nella tipizzazione delle cellule staminali funzionali al trapianto. In sintesi, aggiunge Molteni «Con questo strumento, in pochi minuti, possono essere contate ed analizzate migliaia di cellule, ottenendo un quadro preciso della loro composizione. Per questo siamo grati all’AIL di Cremona che, nel tempo, è diventata un punto di riferimento irrinunciabile”.

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