Cronaca
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Caldo torrido, Asst: "Registrato
aumento di alcune patologie"

L'equipe di Medicina Interna dell'Asst Cremona

Giunta alla fine, l’estate 2022 è stata la più torrida degli ultimi cinquant’anni. Complici le numerose ondate di calore che hanno colpito il Paese e il nostro territorio, a livello nazionale si è registrato un aumento della mortalità complessiva nella popolazione per cause cardiovascolari, cerebrovascolari e respiratorie, che nei mesi più caldi ha sfiorato il 21 per cento rispetto alle previsioni stagionali.

Nel 2022 il reparto di Medicina interna dell’Ospedale di Cremona – diretto da Matteo Giorgi Pierfranceschi – ha riscontrato un aumento di prime diagnosi per calcolosi della colecisti (tre volte superiori all’anno precedente) e insufficienza renale acuta (16% in più), mentre rimane pressoché stabile il numero di ricoverati con infezioni del sistema urinario. “L’incremento delle temperature ha avuto un impatto relativo sui pazienti in cura nel nostro reparto, che ha saputo fare fronte alla situazione”, afferma Nicoletta Rizzi (specialista di Medicina Interna).

L’aumento delle diagnosi per infezioni urinarie, calcolosi e insufficienza renale “dipende in buona parte dalla ridotta idratazione dei pazienti – sottolinea Rizzi – soprattutto per coloro che seguono terapie farmacologiche particolarmente diuretiche, da rimodulare in base alle condizioni climatiche. Inoltre, con il caldo tutti i tipi di infezione tendono a peggiorare: nel paziente anziano sussistono rischi evolutivi di una certa rilevanza, che possono sfociare nella setticemia o nell’insorgenza di coliche biliari”. Un consiglio su tutti? “Bere tanta acqua, anche quando con il calo delle temperature diminuisce lo stimolo della sete”.

Con ogni probabilità, anche l’arrivo dell’autunno non avverrà in maniera graduale. Dal caldo di questi giorni si potrebbe passare, di colpo, a temperature decisamente più basse. Come spiega Abramo Bazza, (specialista di Medicina Interna). “In caso di sbalzi termici repentini, il nostro organismo ha bisogno di 7-10 giorni di tempo per adattarsi. Per questo le persone con patologie croniche devono prestare particolare attenzione”.

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