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Bagarre in consiglio comunale,
la minoranza: "Accusati di sessismo"

Il servizio di Silvia Galli

Bagarre in consiglio comunale nella prima seduta del consiglio comunale di Cremona, svoltasi lunedì pomeriggio, tra il sindaco Galimberti e il centrodestra, relativamente a una mozione presentata dalla Lega, che ha scatenato un vero e proprio putiferio. Da un lato il centrodestra chiedeva che il Comune esprimesse la propria vicinanza all’Associazione Nazionale Alpini “riconoscendone la valenza sociale, culturale, popolare ed identitaria”. Dall’altro, il consigliere Roberto Poli (Partito Democratico) ha presentato un emendamento, chiedendo di condannare con fermezza gli episodi verificatisi nell’ultima adunata degli Alpini a Rimini, quando numerose donne avevano denunciato di aver subito molestie e/o frasi con insulti a a sfondo sessuale.

Un emendamento non accolto dalla minoranza, in quanto “manca l’accertamento della veridicità dei fatti da parte della magistratura”. Ne è seguito un dibattito che si è fatto sempre più acceso finché, la consigliera della Lega Simona Sommi ha chiesto, in modo retorico: “Pensate che il centrodestra sia sessista perché non ha accolto l’emendamento?” e il sindaco Gianluca Galimberti ha fatto un cenno affermativo con la testa. Ne è scaturito un vero e proprio putiferio, e un accesissimo botta e risposta tra il consigliere di Forza Italia Carlo Malvezzi e lo stesso Galimberti.

A commentare la vicenda sono gli stessi partiti di minoranza, in una nota congiunta. “Riteniamo gravissimo e lesivo delle nostre persone, delle forze politiche e dei cittadini che rappresentiamo che il primo cittadino di Cremona abbia potuto attribuire un’accusa così grave verso degli amministratori pubblici, peraltro nell’ambito di una seduta del consiglio comunale nella quale lui stesso ha più volte richiamato alla responsabilità e al rispetto reciproco” evidenziano i consiglieri Simona Sommi, Alessandro Fanti, Carlo Malvezzi, Federico Fasani, Saverio Simi, Giuseppe Arena, Maria Vittoria Ceraso, Pietro Burgazzi. “Neppure di fronte alla richiesta di scuse avanzata dalla minoranza c’è stata un’ammissione di responsabilità di fronte alla gravità del suo comportamento.

Al contrario il sindaco ha ribadito la sua posizione tentando di giustificare quella sua inaccettabile risposta ed ha abbandonato l’aula. I toni usati e il rifiuto di concedere una riunione dei capigruppo nel merito, sono la dimostrazione della volontà di chiudere la questione e la bocca alla minoranza. In un momento nel quale bisognerebbe favorire il dialogo ed il confronto, il sindaco dimostra di non avere nessun rispetto per i consiglieri comunali di minoranza nel loro ruolo istituzionale e per le stesse persone”.

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