Cronaca
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Carcere, non si fermano le aggressioni
Sinappe e Osapp: "Ormai quotidiane"

Sono oramai all’ordine del giorno le aggressioni ai danni del Personale di Polizia Penitenziaria del carcere di Cremona. L’ennesimo episodio si è verificato nella mattinata di venerdì. A denunciare la situazione sono i sindacati Sinappe e Osapp.

Secondo quanto ricostruito, tutto è iniziato intorno alle 9, quando un detenuto di nazionalità magrebina, ha chiesto udienza all’ispettore di un reparto del carcere. Ricevuto in ufficio, ha chiesto di poter lavorare da subito, senza rispettare le procedure previste per l’avviamento della pratica. Il funzionario ha risposto che è necessario rispettare una graduatoria per i tempi di avvio all’attività lavorativa. A quel punto l’uomo, non soddisfatto della risposta, si è scagliato contro l’ispettore con violenza.

Sono quindi seguiti momenti di tensione, prima che la situazione fosse riportata alla calma, fortunatamente senza conseguenze fisiche per nessuno.

“Quanto ancora dobbiamo aspettare, affinché qualcuno delle istituzioni ci dia ascolto per ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno di questo luogo di lavoro?” si chiede il Sappe. Non è tutto: “Nonostante l’incontro chiesto con i vertici del Prap e l’astensione dalla mensa di servizio da parte di tutto il personale di polizia penitenziaria, indetta da lunedì scorso, tutto tace. E intanto le aggressioni, le minacce nei confronti del personale non trovano freno”. 

Il Sinappe esprime quindi “solidarietà al collega vittima dell’ennesima aggressione” e fa sapere che aderirà “a tutte quelle forme previste dalla normativa vigente per portare il problema dell’ordine e della sicurezza del personale di fronte alle istituzioni locali e regionali”.

Secondo Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, “i detenuti approfittano di qualsiasi espediente per porre in essere condotte aggressive, consapevoli del fatto che resteranno impunite. Non siamo più disposti a tollerare, in quanto rappresentanti dei lavoratori della polizia penitenziaria, che la dignità dei nostri agenti sia quotidianamente minata da simili episodi. E riscontriamo un’inerzia da parte di chi dovrebbe evitare che questo si verifichi”.

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