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Tra eventi estremi e siccità: anche
Cremona nel report Legambiente

Nei primi dieci mesi del 2022 sono stati 254 i fenomeni meteorologici estremi in Italia, il 27% in più di quelli dell’intero 2021. Negli ultimi 13 anni sono stati 1.503, con 780 comuni interessati e 279 vittime. Tra le regioni più colpite c’è anche la Lombardia, con 166 eventi. È quanto emerge dal report “Il clima è già cambiato” dell’Osservatorio CittàClima 2022 realizzato da Legambiente, con il contributo del Gruppo Unipol.

Nell’indagine si parla anche di Cremona e degli eventi o le particolarità climatiche che hanno interessato il territorio. Il 23 luglio di quest’anno, per esempio, Cremona è indicata come una delle città che ha registrato temperature eccezionali rispetto a tutta la Lombardia, raggiungendo i 39,5°C. Il report ricorda anche quanto accaduto il 4 luglio, la tromba d’aria che ha causato danni in diverse zone della città, con alberi sradicati, tetti danneggiati e strade bloccate. Alla voce “Danni al patrimonio storico da piogge intense” sono segnalati i danni al campanile di Sant’Abbondio, oltre al crollo di un albero in oratorio. Il vento ha staccato e fatto precipitare una delle quattro palle metalliche laterali sormontate dalla croce, con il relativo pilastrino in muratura. Si è aperto uno squarcio di circa 40 centimetri sul tetto.

Il fortissimo evento climatico aveva anche divelto le coperture del Palazzetto dello Sport e del Palatenda di Piadena. Danni stimati in circa 500/600mila euro. Danni, seppure di minore entità, anche alla chiesa di Santa Maria.

Un altro evento segnalato da Legambiente risale allo scorso 7 febbraio a Soncino, quando una tromba d’aria aveva causato danni ad alberi ed edifici, in particolare nel centro storico. Crollati calcinacci e parte di un muro. I disagi più seri in via dei Mercanti, sui bastioni e in via Matteotti.

Obiettivo dell’Osservatorio è quello di contribuire a far crescere l’attenzione sui processi che avvengono nel territorio italiano e di accelerare le politiche di adattamento al clima in Italia, a livello nazionale e locale. Per Legambiente, “un ottimo esempio di come si debba affrontare il tema dell’adattamento delle aree urbane con soluzioni basate sulla natura è il ‘Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano’, emanato nel 2021 dal Ministero della Transizione Ecologica. Il bando prevedeva il finanziamento di differenti tipologie di interventi di adattamento che le aree urbane italiane potevano intraprendere per uno stanziamento di poco meno di 80 milioni di euro.

Tra gli esempi citati c’è Cremona, dove sono stati ammessi al finanziamento due progetti per un importo di circa 340mila euro. Un intervento riguarda I Boschi del Villetta, che rientra nelle misure di realizzazione di spazi verdi in ambito urbano e prevede la forestazione di due aree situate a sudest della città, la piantumazione di un’area a nord del comparto ospedaliero e quella di due fasce perimetrali stradali (parte di viale Concordia). La superficie totale delle aree da piantumare è di
22.768 mq che consente di mettere a dimora oltre 800 essenze arboree. Gli interventi nelle aree peri-urbane saranno caratterizzate da un disegno irregolare, per riprodurre il più fedelmente possibile uno spazio boschivo spontaneo, ma comunque usufruibile dai cittadini. Le fasce laterali di viale Concordia sono pensate come barriera verde di contenimento dell’isola di calore causata dalla strada.

Il secondo progetto, La strada in verde, prevede la rimozione della pavimentazione esistente e
il ripristino della permeabilità del suolo in chiave di rigenerazione urbana nelle aree di sosta laterali di un tratto di circa 250 metri di viale Concordia. Le nuove superfici saranno quindi rese permeabili per ospitare nuove essenze arboree e arbustive e la posa di un grigliato erboso, dove la sosta sarà ancora consentita, ma il terreno potrà riacquistare la permeabilità e pertanto anche il drenaggio delle acque piovane.

In questa grande lotta alla crisi climatica, per Legambiente, è “fondamentale definire un programma strutturale di finanziamento per le aree urbane più a rischio, rafforzare il ruolo delle autorità di distretto e dei comuni contro il rischio idrogeologico e la siccità, approvare la legge sul consumo di suolo, cambiare le regole edilizie per salvare le persone dagli impatti climatici e promuovere campagne di informazione di convivenza con il rischio per evitare comportamenti che mettano a repentaglio la vita delle persone”.

Sara Pizzorni

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