L'editoriale
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Coesione e spirito di unità
dentro ma anche fuori la provincia

Il nuovo anno si aprirà con una campagna elettorale lampo che porterà alle elezioni regionali. Un appuntamento chiave anche per Cremona

Nel discorso che ha preceduto il brindisi augurale con i sindaci, le istituzioni provinciali, i rappresentanti delle associazioni di categoria, del mondo del lavoro e del volontariato, il prefetto Corrado Conforto Galli, da quasi un anno a Cremona, ha ringraziato per lo spirito di coesione trovato sul nostro territorio in questi mesi di lavoro ed ha auspicato un ulteriore slancio in questa direzione. Come dargli torto? Se Cremona intende davvero contare di più là dove vengono prese decisioni che hanno ricadute importanti anche in provincia, l’unità deve prevalere sulle divisioni. L’unità dimostrata in occasioni di emergenza – ad esempio nella durissima e tragica lotta contro il Covid-19, un nemico meno temibile ma sempre presente -, e che è venuta meno in altri momenti chiave per lo sviluppo del territorio.

Le prime settimane del nuovo anno si apriranno con la campagna elettorale che ci condurrà alle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio. I principali temi sono già sul tavolo. Nel centro-destra si ripresenta il governatore uscente Attilio Fontana, leghista moderato (ma comunque “salviniano”), fino a cinque anni fa sconosciuto fuori dalla provincia di Varese. Il suo mandato è stato funestato dall’emergenza pandemica, con tutte le note conseguenze e la ricandidatura non era certamente scontata, anche a causa di una certa stanchezza palesata dallo stesso presidente nei mesi più duri del Covid. Nell’ultimo anno, tuttavia, le carte sono state rimescolate, la giunta ha ripreso slancio e ora Fontana intende concludere il lavoro iniziato ed ha lanciato il manifesto “Lombardia 2030” guardando al futuro e puntando su innovazione, digitale e crescita sostenibile.

Il centro-sinistra ha risposto con un candidato particolarmente identitario, Pierfrancesco Majorino, che sembra aver raggiunto il difficile obiettivo di compattare in Lombardia Pd e Movimento 5 Stelle e che potrà puntare il dito su alcune oggettive criticità della giunta uscente, ma che inevitabilmente potrebbe allontanare l’elettorato moderato. Specialmente se non sarà fatta chiarezza su alcuni punti chiave proprio per il territorio cremonese: l’importanza delle infrastrutture (a partire dall’autostrada Cremona-Mantova), il futuro dei termovalorizzatori, le scelte da attuare per la lotta contro l’inquinamento atmosferico.

Al centro è emersa, sostenuta da Azione e Italia Viva ma non da +Europa (che non appoggerà Majorino se ci saranno anche i 5 Stelle), la candidatura di Letizia Moratti. Già sindaco di Milano, ministro con Silvio Berlusconi, assessore al Welfare e vicepresidente di Attilio Fontana, punta a raccogliere consensi non tanto dagli scontenti dei due poli (che comunque non mancano) quanto proponendo un progetto civico basato sulle competenze più che sulle appartenenze. Ma anche in questo caso non mancano i punti deboli, a partire dalla storia politica di Moratti, fortemente legata al centro-destra, che la rende invisa ad una parte di elettorato.

Secondo molti osservatori, la partita sarebbe già chiusa, anche guardando ai risultati lombardi delle recenti elezioni politiche. Ma tutti i candidati corrono per vincere (tenendo conto che alle regionali, a differenza delle amministrative, non è presente il doppio turno) e in ogni caso l’esito del voto potrebbe modificare sostanzialmente alcuni equilibri oggi presenti al Pirellone.

In questa partita, Cremona punta – come ribadito più volte anche dal mondo associativo ed industriale – ad ottenere almeno un componente della futura giunta. Un obiettivo non facile e su cui peserà l’effettivo esito del voto, non solo per i candidati presidente, ma anche per il consiglio regionale, dove conta il voto di lista e la preferenza personale. Guardando oltre, sarà fondamentale rilanciare alcuni dossier particolarmente importanti per questo territorio, ancora una volta in una logica di “squadra”. Magari anche attraverso alleanze con altre province del sud della Lombardia: lo spirito di coesione e l’unità per raggiugere gli obiettivi, infatti, non è un ingrediente necessario solo nei ristretti confini della provincia.

Guido Lombardi

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