Cronaca
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Guardia medica, sul territorio
manca un terzo degli operatori

Su 51 medici necessari per coprire le necessità di guardia medica in provincia di Cremona, ve ne sono solo 36, con una carenza di circa un terzo: una situazione decisamente difficile e complessa per l’Ats Val Padana, che deve fare i salti mortali per garantire la continuità assistenziale. “Nella provincia di Cremona mancano circa 15 medici” evidenzia il dottor Gianmario Brunelli, direttore del Dipartimento Cure Primarie dell’Ats Val Padana. “Cinque sono venuti meno da inizio anno, che corrispondono alla copertura di un presidio con presente un medico in ogni turno. Assenza che si è concentrata a Gadesco”.

Nel frattempo, tuttavia, sono aumentati i medici attivi a Gadesco, sebbene siano ancora in numero inferiore rispetto al necessario (12 presenti contro 15 dell’organico completo). “Per questo siamo riusciti a fare un accorpamento, con quattro medici in turno. Grazie alla loro disponibilità e a un lavoro extra, riusciamo a coprire tutta quella fascia di territorio e a rispondere alle esigenze dei cittadini”.

Complessivamente i presidi di continuità assistenziale rimasti sono cinque: Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soresina e Castelleone. Ora, con lo stop di quest’ultimo, il Cremasco rimane ben coperto, mentre tra Cremona e Casalmaggiore vi è un’ampia zona grigia i cui residenti devono rivolgersi alle due città, spesso con problemi di distanza notevoli. Anche se, come sottolinea Brunelli, “la continuità assistenziale è un servizio di urgenza che opera parallelamente al 118 e che può quindi organizzarsi, secondo una scala di priorità, per rispondere alle esigenze dei cittadini”. I presidi “sono coordinati dalla centrale operativa 116-117 in modo che se uno è sovraccaricato o occasionalmente scoperto, ecco che viene attivato quello periferico”.

A fronte di questa situazione, l’Ats si opera quotidianamente per riuscire a reperire i medici necessari, non solo in provincia di Cremona: “Tutto il personale del dipartimento cure primarie opera per recuperare professionisti non appena si iscrivono agli ordini dei medici. Tanto che il 70% del personale dei presidi della provinica di Cremona proviene per il 50% da fuori Regione e il resto da fuori provincia. Nel nostro territorio non c’è una università di medicina e manca quindi un punto di riferimento da cui reperire nuovi medici.

Laura Bosio

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