Cronaca
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Pazienti oncologici, come migliorare
gestione e cura: il workshop

Confrontarsi per lavorare meglio, offrendo al paziente consulenze multispecialistiche integrate e percorsi mirati, dalla pre- abilitazione alla riabilitazione domiciliare; questi gli argomenti si cui si è parlato nel workshop svoltosi martedì 17 gennaio negli spazi di Casa Medea, organizzato dalla Chirurgia Generale dell’Ospedale di Cremona per valutare e migliorare la gestione ospedaliera dei pazienti con patologie oncologiche gastroenteriche ed epato-bilio-pancreatiche.

Hanno partecipato circa cinquanta specialisti delle unità operative di Anestesia e Rianimazione, Anatomia Patologica, Epatologia, Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, Oncologia, Radioterapia, Radiologia, cui si aggiungono gli operatori della Centrale Operativa per la Programmazione Attività Chirurgica (COPAC) e della Direzione Assistenziale Professioni Sanitarie (DAPSS).

GRUPPI MULTIDISCIPLINARI  – Dopo i saluti istituzionali del direttore generale Giuseppe Rossi, il direttore della Chirurgia Generale Gian Luca Baiocchi ha fatto il punto sull’attività chirurgica del 2022, definendo criticità e obiettivi e ponendo le basi per l’anno appena iniziato. “Nel corso del 2022 – ha spiegato – si è confermato il gruppo multidisciplinare di Patologia oncologica gastronenterica ed è stato avviato un nuovo gruppo multidisciplinare di patologia oncologica epato-bilio-pancreatica. Entrambi hanno un coordinamento interno al dipartimento oncologico e si riuniscono a cadenza settimanale, coinvolgendo numerosi specialisti afferenti a diverse unità operative». Come ha sottolineato Baiocchi, «imparare a lavorare bene insieme è il primo passo per definire percorsi che possano migliorare la presa in carico del paziente, dai momenti che precedono l’intervento chirurgico a quelli post-dimissione”.

LA CURA PRIMA E DOPO L’INTERVENTO – Il workshop ha offerto l’occasione per presentare il nuovo percorso di pre-abilitazione e riabilitazione domiciliare, illustrato dall’anestesista Fabiola Harizaj e dall’oncologo Margherita Ratti. “La presa in carico – hanno spiegato – inizia già quattro o sei settimane prima dell’intervento chirurgico, per consentire al paziente di presentarsi in sala operatoria nelle migliori condizioni. Ciò comprende l’ottimizzazione delle terapie in corso, un’adeguata nutrizione e attività fisica, con il supporto della fisioterapia. Lo stesso vale per la fase successiva all’intervento, in cui il paziente viene accompagnato alla riabilitazione domiciliare con piani nutrizionali, attività fisioterapica e regolari controlli seguiti dagli specialisti di riferimento”.

CONFRONTARSI PER MIGLIORARE – La seconda fase del workshop ha aperto la discussione ai presenti con una tavola rotonda condotta dalla dirigente medica Federica Pezzetti e dal presidente dell’associazione Medea Onlus Rodolfo Passalacqua. Tra i presenti sono intervenuti Ilaria Cavalli (Medicina Generale), Marzia Filippini (Radioterapia e Medicina Nucleare), Patrizia Galli (Responsabile Area Dipartimentale Chirurgia), Roberto Grassia (Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva), Miriam Mariani (Centrale Operativa per la Programmazione Attività Chirurgica), Laura Romanini (Radiologia), Daniele Spada (Oncologia) e Giulia Tanzi (Anatomia Patologica).

Il workshop ha consentito di mettere a fuoco alcuni ambiti di miglioramento: “Sempre più persone con patologie di media o elevata complessità si rivolgono all’ospedale di Cremona”, ha confermato Baiocchi. “Nonostante negli ultimi anni l’incidenza di queste sia più o meno stabile, si registra un incremento di pazienti provenienti da fuori provincia pari al 40 per cento. Possiamo considerarla una criticità favorevole, cui risponderemo con prestazioni multidisciplinari integrate”.

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