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Tavolo siccità, i consorzi di
irrigazione: "Urgenti nuovi invasi"

La situazione delle riserve idriche in Lombardia è sempre più critica: mancano oltre un miliardo e mezzo di metri cubi d’acqua, ossia il 60 per cento in meno rispetto alla media di riferimento 2006-2020. In una settimana anche il manto nevoso si è ridotto tra il 15 e il 20 per cento in assenza di precipitazioni significative. Si prospetta sempre più una situazione particolarmente difficile che rischia di travolgere l’agricoltura lombarda che vanta, con i suoi 600 mila ettari, oltre il 23% della superficie irrigua nazionale.

Alessandro Rota, presidente di ANBI Lombardia (l’Associazione che rappresenta i dodici consorzi lombardi di bonifica e di irrigazione), è intervenuto ieri 3 marzo al Tavolo regionale per gli usi irrigui presieduto dal presidente Fontana, sottolineando  che “resta assolutamente prioritario e non più rinviabile l’invaso dei laghi riducendo sin da subito gli attuali deflussi, anche con deroghe al Deflusso minimo vitale (Dmv), superando il limite dei giorni in deroga, e rivedendo l’utilizzo della risorsa delle centrali termoelettriche a valle dei nostri laghi. Mancano meno di 30 giorni all’avvio della stagione irrigua che parte, secondo le concessioni in essere, dal 1 aprile: occorre quindi mettere in campo tutte le misure indispensabili a gestire al meglio l’acqua disponibile”. Sarà inoltre indispensabile mantenere e rafforzare il coordinamento con i gestori degli invasi idroelettrici che rappresentano uno strumento chiave per affrontare la stagione estiva.

A margine del Tavolo di ieri mattina, il presidente della Regione  Attilio Fontana aveva dichiarato che “tutti gli attori presenti, sia i gestori di bacino che quelli idroelettrici, compresa Terna (gestore nazionale del sistema elettrico) hanno espresso la disponibilità a una gestione coordinata degli invasi alpini e dei laghi per fronteggiare la crisi idrica”.
“Purtroppo – ha aggiunto Fontana – le scarsissime precipitazioni nevose, unite all’incremento della temperatura ed allo scioglimento nivale, non hanno consentito di recuperare il deficit. A livello regionale, rispetto allo storico del periodo, siamo passati, nell’ultimo mese, da -42.3 per cento a -60 per cento. E al momento le previsioni non mostrano segnali incoraggianti. Fortunatamente la regolazione attuata mediante una politica ‘cautelativa’ di limitazione delle erogazioni, proposta già a dicembre e richiesta formalmente a inizio febbraio, ha consentito di mantenere complessivamente le risorse stoccate nei laghi”.
“Si è quindi deciso – ha detto ancora – di proseguire con la gestione ‘cautelativa’ della risorsa e prepararsi alla gestione delle acque nel corso della stagione irrigua. Verranno inoltre emanate direttive regionali per l’attivazione di licenze di attingimento da acque superficiali in condizioni di crisi idrica, nonché una disciplina specifica per concedere attingimenti di acque da cava. Sarà inoltre avviata una regolamentazione delle nuove concessioni di pozzi, sulla base della risorsa effettivamente disponibile”.
Tra le azioni da intraprendere il governatore ha confermato l’attenzione per il Lago d’Idro. “Per questa stagione – ha detto – ci attiveremo per ottenere un innalzamento temporaneo del massimo livello di invaso e nel contempo proseguiremo nel reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione delle nuove opere di regolazione”.
“Su quest’ultima azione – ha sottolineato Fontana – sarà sicuramente importante la figura del commissario nazionale chiamato a coordinare la cabina di regia del Tavolo interministeriale sulla siccità, che la premier Meloni ha attivato nei giorni scorsi, accogliendo proprio una mia richiesta”.

Il presidente ha infine ricordato che il Governo, ha prorogato lo stato di emergenza per Regione Lombardia con la Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2022, che sarà valido fino al 31 dicembre di quest’anno.

E’ stato inoltre chiarito che non è possibile richiedere in maniera preventiva lo stato di calamità perchè quest’ultimo viene “concesso solo nel momento in cui si registrano i danni dei raccolti”.

Dal canto suo, ANBI Lombardia ha ribadito l’esigenza di preservare le acque sotterranee con azioni di ricarica della falda e con un attento monitoraggio sul proliferare di richieste di nuovi attingimenti. “Occorre un piano strategico che identifichi dove e come andare a caricare gli acquiferi”, ha detto Rota ricordando l’importanza dell’irrigazione a scorrimento nelle dinamiche idrologiche della pianura padana.

ANBI ha accolto positivamente le recenti scelte del governo per affrontare l’emergenza siccità. Vanno infatti individuate le priorità di intervento nell’ambito di un Piano idrico straordinario nazionale e attraverso la Cabina di regia interministeriale per mettere mano alle “grandi incompiute”, affrontando temi strategici come quelli del cuneo salino del Po, il potenziamento e la creazione di invasi, nonché la bacinizzazione dei fiumi.
Guardando agli investimenti strutturali, la rete lombarda, come ha indicato il presidente in conclusione del suo intervento, “necessita di interventi di potenziamento e di risorse per migliorarne l’efficienza essenziali per far fronte con urgenza ai cambiamenti climatici, mantenendo così vive e irrigate le nostre compagne per garantire la produzione di cibo, con tutti i benefici ambientali, sociali e culturali connessi da custodire insieme alla risorsa acqua sempre più preziosa”.

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