Cronaca

Inaugurata Casa Stradivari, nuova
linfa al riconoscimento Unesco

Dopo un fine settimana ricco di eventi musicali e culturali –  tra cui i concerti offerti dal violinista Fabrizio Von Arx domenica pomeriggio in cortile Federico II e ieri all’auditorium Arvedi – oggi è stato il giorno dell’inaugurazione ufficiale di Casa Stradivari, completamente restaurata grazie all’iniziativa dello stesso Von Arx, “motore” della rinascita di questo luogo storico insieme ad Antonio Gambardella, Vincent Bernasconi e Stefania Soldi, riuniti nella omonima fondazione.

Grande affluenza questa mattina intorno alle 11 in corso Garibaldi per ammirare il restauro della palazzina, fino a pochi anni fa sede del “Tè per Due” al piano terra e già teatro negli scorsi anni di alcuni eventi di liuteria al piano superiore per iniziativa del proprietario, Giorgio Soldi.

L’edificio presenta il tipico impianto delle costruzioni insistenti sul lotto medievale, il caratteristico lotto gotico. Fu tra queste mura che tutto ebbe inizio, che il mito di Stradivari prese forma e che furono scritte pagine destinate a influenzare per sempre l’opera di violinisti e compositori.

Al piano terra, che fu sede della bottega, saranno nuovamente costruiti strumenti ad arco. Giovani artigiani si cimenteranno in percorsi di formazione e specializzazione nell’arte della liuteria cremonese, dando così linfa vitale al riconoscimento UNESCO quale Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Gli apprendisti liutai frequenteranno un corso di 18 mesi sotto la guida di maestri di fama internazionale come Bruce Carlsson, Marcello Ive, Primo Pistoni e Davide Sora. Carlo Andrea Rozzi e Alessandro Voltini si occuperanno del progetto di analisi acustica degli strumenti nelle varie fasi di lavorazione; e il chimico Curzio Merlo dello studio delle vernici.

Nel quadro del programma verranno inseriti seminari e approfondimenti aperti anche a tutta la comunità liutaria, in collaborazione con altre realtà del territorio.

Al primo piano, invece, sale per approfondimenti e formazione strumentale, e una biblioteca saranno aperti a un pubblico di appassionati e a giovani musicisti.

Il secondo piano è dedicato al progetto di residenza artistica ed ospiterà regolarmente artisti impegnati in diverse discipline, volti a sviluppare progetti culturali favorendo il dialogo con allievi e musicisti, quel dialogo virtuoso che già Stradivari coltivò con passione.

Alla sommità della casa si trova infine l’altana, il  “secadur”, luogo misterioso preservato e intatto dove, tra storia e leggenda, gli strumenti del liutaio cremonese lasciati ad essiccare acquisivano la loro magica risonanza.


Le nuove attività di Casa Stradivari prenderanno il via in autunno grazie alla collaborazione istituzionale tra la Fondazione Casa Stradivari, il Comune di Cremona e la Fondazione Museo del Violino “A. Stradivari”.

Oggi sono circa 160 le botteghe che continuano a tramandare questa antica tradizione, vanto italiano
nel mondo. Ridare nuova vita a Casa Stradivari significa dunque valorizzare un luogo che custodisce una storia preziosa, farlo conoscere – in particolare alle nuove generazioni – e soprattutto proiettarlo come presenza attiva e propositiva in ambito culturale e sociale e nel fermento artistico internazionale.

Per questi motivi, Casa Stradivari sarà allo stesso tempo un luogo della memoria e un ponte verso il futuro.

“Siamo particolarmente emozionati per la realizzazione del progetto di Casa Stradivari, a cui stiamo lavorando con passione e impegno, felici di poter restituire alla città di Cremona e a tutta la comunità un angolo di storia così importante per il Paese e per il mondo. Il saper fare liutario, oggi patrimonio immateriale UNESCO, finalmente trova, grazie a Casa Stradivari, un elemento fondamentale della sua storia e tangibilità”, ha dichiarato Antonio Gambardella, Presidente della Fondazione Casa Stradivari.

“Casa Stradivari emana energia creativa – ha sottolineato il direttore artistico Fabrizio von Arx -.  Per questo abbiamo voluto creare spazi dove gli artisti possano confrontarsi per lo sviluppo di nuove idee, mantenendo la centralità dello strumento.
Infatti, fu proprio l’incontro tra Stradivari e i violinisti-compositori dell’epoca, a mio avviso, uno dei suoi tanti segreti: la pluralità degli attori musicali coinvolti ha trasformato la liuteria cremonese in un’opera d’arte universalmente riconosciuta, fonte di ispirazione per capolavori che ancora oggi meravigliano”.

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