Cultura

Fondazione Città Cr, Cordani
ai saluti con una doppia donazione

Tanta gente, sabato mattina, nella saletta al piano terra di Residenza Torriani, per il congedo di Tiziana Cordani dalla carica di conservatore dei beni artistici della Fondazione Città di Cremona. Un incarico durato 18 anni per la studiosa di storia dell’arte, iniziato con la presidenza di Umberto Lonardi, presente in sala, con il quale Cordani ha inteso valorizzare l’arte come veicolo per far conoscere alla città gli scopi della Fondazione a favore del welfare cittadino. E’ quello che continuerà a fare, seppure in secondo piano, per incentivare nuove donazioni.
Accanto a lei, l’assessore alla cultura Rodolfo Bona e la presidente della Fondazione Uliana Garoli, che ha omaggiato la studiosa con una medaglia d’argento e una pergamena.
Cordani si congeda a sua volta con due doni, tra cui un’opera del padre Sereno svelata per la prima volta in pubblico. Una “vanitas” di gusto barocco, realizzata all’artista nel 1958 all’interno della custodia del violino del padre. In essa, oggetti dal valore simbolico a rappresentare – ha spiegato Cordani – un Eden del tutto particolare: un teschio, un serpente,  un ramo oro.

“La cerimonia di oggi – ha detto Garoli in apertura – oltre ad essere importante per la donazione, è l’occasione per ringraziare Tiziana per tutto quello che ha fatto in tanti anni da conservatore. Un lavoro svolto con grande generosità, competenza e passione. Il luogo che abbiamo scelto è particolare perchè simboleggia la cura che Fondazione ha per tutti i luoghi di sua proprietà: oltre a cercare di conservarli nel migliore dei modi sono luoghi che vengono valorizzati per la loro bellezza e il loro utilizzo. Per questo siamo particolarmente contenti che proprio oggi, qui accanto, si sia aperto il Caffé Letterario Torriani, grazie al lavoro della coop. Fratelli Tutti che arricchisce questo luogo di grande significato”.

Accanto a lei Rodolfo Bona, inizialmente individuato come successore di Cordani, salvo poi un cambio di rotta per incompatibilità nel nuovo ruolo di assessore alla Cultura in Comune: “Con Tiziana ci conosciamo da anni, da quando ho avuto il piacere di sostituirla in una supplenza all’Apc agli inizi della carriera di insegnante. E poi, tante occasioni di incontro professionale, ricordo soltanto la collaborazione per la pubblicazione dei taccuini di Anselmo Bucci, con gli schizzi di Cremona di uno dei giurati di tutte e tre le commissioni del Premio Cremona e il contributo di Tiziana al catalogo della mostra sullo stesso Premio Cremona organizzata qualche anno fa in Pinacoteca”.

Bona ha ricordato i meriti di Cordani nel suo ruolo di conservatore, teso a incrementare il patrimonio della Fondazione portando le opere in sede ed estendendo la collezione anche ad artisti della provincia. Si è poi soffermato sul valore dell’opera del padre, Sereno, oggetto di donazione: “E’ molto particolare, si vede la mano di un artista che ha dominato tante tecniche, compreso l’assemblaggio di tanti oggetti o di frammenti di oggetti portatori di un legame particolare con la famiglia e al tempo stesso altamente simbolici. Un’opera che testimonia dell’aggiornamento della cultura cremonese di quegli anni (l’opera è firmata e datata 1958, ndr) della ricerca di innovazione e svecchiamento e in questo senso Sereno è stato un innovatore”.

L’opera in questione, svelata per la prima volta davanti a un pubblico dallo stesso Bona e da Angela Bertolini, è una “vanitas” in senso artistico: un contenitore (la custodia del violino appartenuto al nonno di Tiziana Cordani) con all’interno vari oggetti elementi simbolici allusivi al tema della caducità della vita. Un modo per serbare la memoria, ha spiegato Cordani, come un simbolo dell’eternità dell’amore è il quadro di Angelo Bertolini che raffigura un falco in volo inquadrato all’interno di una finestra e osservato in lontananza da una figura femminile.
In esposizione, ancora per qualche giorno, altre opere dei due artisti, tra cui il variopinto autoritratto fantastico di Sereno, già facenti parte della collezione.

Nella saletta resteranno in esposizione altre opere di Cordani e Bertolini già presenti nella collezione del ‘900.

Nella vetrina accanto alla residenza Torriani, nel frattempo, ha debuttato il Piccolo Caffè Letterario Torriani, gestito dai ragazzi con fragilità di Fratelli Tutti e ThisAbility. Inaugurazione ufficiale tra un paio di settimane.

Il quadro di Angelo Bertolini donato da Cordani

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