Cultura

"Traiettorie di sguardi": tre
mostre inaugurate a Castelverde

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È stata inaugurata alla presenza del sindaco, Graziella Locci, del vicesindaco Cinzia Vuoto, e dell’assessore alla cultura, Fabio Amadini, “Traiettorie di sguardi”, la rassegna artistica promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con la biblioteca, al Centro culturale Agorà. L’esposizione, che comprende i dipinti Valerio Betta, i disegni delle allieve di Angela Tartamella e fli scatti di Armando Escalar, è visitabile gratuitamente fino al 30 ottobre.

Durante il vernissage è intervenuto il critico Simone Fappanni che ha sottolineato come la figura femminile sia il leit motiv della mostra, declinato attraverso tecniche, forme e sensibilità diverse ma profonde. All’ingresso si articola la persona del bresciano Betta. Nato a Nozza di Vestone, dove tuttora vive e lavora, è un artista che ha affinato la propria tecnica esecutiva frequentando corsi di incisione all’AAB di Brescia, in particolare sotto la guida di Oscar Di Prata, e ha imparato l’arte dell’acquaforte nello studio dell’incisore Giuseppe Nino Ramorino. La sua produzione si distingue per l’uso di sfondi sabbiati che accolgono atmosfere tattili, in cui colori e forme diventano pure sensazioni.

La mostra approfondisce la riflessione di Betta sul ritratto e sulla figura umana, con un particolare attenzione sulla rappresentazione del volto che spesso nei suoi lavori appare volutamente non dipinto, privo di lineamenti definiti, suggerendo una ricerca sull’identità e sull’essenza oltre l’apparenza.

Tartamella è una raffinata disegnatrice e pittrice che predilige ritrarre figure, soprattutto femminili. Il percorso espositivo. «Eccezionale interprete – secondo Fappanni – di una moderna figurazione, ama disegnare soggetti eterogenei, soprattutto figure, ma non solo, che sanno emozionare nel profondo. Infatti, si nota una naturale predisposizione verso la figura e la ritrattistica.

In Angela emerge una sincera capacità evocativa che spazia agilmente da accentuazioni cromatiche dense e pastose, a morbide e leggere campiture in cui s’innerva una plasticità rarefatta e sottilmente tonale che abbraccia l’intero soggetto».  In esposizione si possono ammirare una serie di lavori delle sue allieve.

Nato a Cremona, Escalar inizia a fotografare a dodici anni con una Comet. «Inizio seriamente con la fotografia – ha detto Armando – con la mia prima reflex a diciannove anni, sviluppando in proprio pellicole e stampe in bianco e nero. Esploro tutti i campi, dalla fotografia sportiva, alla macro, al paesaggio. Ma col passare del tempo il mio interesse si sposta principalmente sul ritratto, la figura umana e la natura morta. La passione mi ha fatto riprendere a fotografare, sempre però con la vecchia mentalità analogica. Nelle mie foto mi ispiro spesso a dipinti classici con fondi scuri od uniformi».

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