Menù scolastici sani e sostenibili,
Cremona al secondo posto in Italia
Alla Camera dei Deputati, con il deputato Andrea Casu e Claudia Paltrinieri e Francesca Rocchi (presidente e vicepresidente di Foodinsiderr) è stato presentato il decimo Rating dei menù scolastici: dieci anni di monitoraggio che fotografano un sistema in trasformazione. Il dato più urgente: solo una mensa su tre misura in modo sistematico gli scarti alimentari, rendendo il food waste un problema in gran parte invisibile.
Dall’indagine emerge un’Italia a due velocità: accanto a mense eccellenti capaci di innovare menu e pratiche, persistono realtà ferme su modelli standard, con differenze marcate tra Nord e Sud. Il quadro, però, non è immobile: il biologico cresce in modo strutturale (quasi la metà dei menù propone oltre 22 prodotti bio a settimana, mentre quelli con meno di 9 scendono al 5%). Anche nel piatto la transizione si vede: i legumi compaiono una o più volte a settimana nel 94% dei menù analizzati; aumenta la varietà dei cereali (a Cremona se ne contano fino a otto), cresce l’uso degli integrali e si riduce la carne rossa, seppur con differenze territoriali. Si registra inoltre il primo segnale di inversione rispetto all’uso di prodotti processati: un cambio di rotta che avvicina le mense a diete più sane e sostenibili. Sul fronte delle filiere locali, i segnali sono misti: il 40% dei Comuni offre pochi o nessun prodotto del territorio, ma aumenta il numero di amministrazioni che inseriscono stabilmente più di dieci prodotti locali a settimana.
L’indagine si completa con la classifica dei menù scolastici: al vertice Parma, seguita da Cremona e Fano.

Un podio che premia qualità nutrizionale, attenzione all’ambiente e valorizzazione delle filiere locali. “Dopo dieci anni di indagine possiamo dirlo con certezza: le leve per garantire qualità e sostenibilità delle mense sono alla portata di tutti — misurare gli scarti, valorizzare le cucine di quartiere e le competenze di chi lavora in mensa, e applicare fino in fondo la legge dei Criteri Ambientali Minimi che sta guidando la ristorazione scolastica nella transizione ecologica.” — Claudia Paltrinieri, presidente Foodinsider “Per superare l’ostacolo del rifiuto di cibi necessari come i legumi, doppiamente virtuosi per dieta e ambiente e che non si consumano più nelle famiglie, dobbiamo sempre considerare i bambini da ‘onnivori diffidenti’, uno processo naturale evolutivo che ci rende nei primi anni di vita, “ sospettosi” su ciò che non conosciamo, su sapori e consistenze nuove, ed ecco che assaggi guidati, ricette buone e familiari, storie degli ingredienti e tempo per imparare nuovi sapori trasformano la diffidenza in curiosità e piacere” ha detto Francesca Rocchi, vicepresidente Foodinsider