Cronaca

Uniti, nella vita e nella morte:
deceduti a pochi giorni di distanza

I coniugi Artina e Urbano Damiani
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Colpiti dallo stesso destino, sono morti a pochi giorni l’uno dall’altra: Urbano Damiani, 74 anni, e la moglie Artina Costi, 79 anni. Entrambi nati sui monti dell’Appennino tosco-emiliano e da molti anni residenti a Cremona, hanno affrontato una malattia del sangue che non ha lasciato scampo. Urbano si è spento lunedì, dopo una lunga lotta. Sabato sera, Artina lo ha raggiunto, stroncata da una leucemia fulminante. Lasciano il figlio Matteo, con Elena, e l’amato nipotino Giacomo.

I famigliari raccontano così la loro storia d’amore e di vita.

Erano nati entrambi tra i monti dell’Appennino tosco-emiliano, a pochi chilometri di distanza: Urbano, nel 1951 a Villa Minozzo, e Artina, nel 1946 a Carpineti. Due paesi vicini, due infanzie semplici e genuine, cresciute tra il profumo dei boschi, la laboriosità delle famiglie e una fede profonda che si respirava in ogni casa.

Urbano era l’ultimo di sette figli, cresciuto in una famiglia unita, dove la solidarietà e il sostegno reciproco erano valori quotidiani. Artina, unica figlia femmina con tre fratelli maschi, imparò presto la forza, la dolcezza e la capacità di prendersi cura degli altri.

Si sarebbero potuti incontrare da ragazzi, ma il destino li fece incrociare anni dopo, a Milano: Urbano prestava servizio nell’Arma dei Carabinieri, mentre Artina si era trasferita in città con la sua famiglia in cerca di nuove opportunità. Fu lì che nacque un amore profondo, sincero e indissolubile — un sentimento costruito giorno dopo giorno sulla fiducia, sul rispetto e sulla condivisione.

Si sposarono il 6 luglio 1975, promettendosi di affrontare ogni cosa insieme. E così è stato. Appena dopo le nozze si trasferirono a Cremona, città dove i fratelli di Urbano avevano già avviato attività tra bar, trattorie e negozi di alimentari. Lì trovarono la loro casa e costruirono, passo dopo passo, la loro vita.

Nel 1979 nacque il loro figlio Matteo, il dono più grande, che divenne da subito il centro del loro affetto e della loro dedizione.
Ogni difficoltà, ogni prova, ogni gioia — tutto è stato affrontato insieme, con quella forza silenziosa che nasce solo da un amore vero e da radici profonde. Il loro legame era lo specchio dell’amore delle rispettive famiglie, un sentimento tramandato e vissuto come valore quotidiano, saldo e puro.

Urbano, uomo retto e generoso, ha saputo essere guida e sostegno, con la sua presenza discreta e la sua bontà d’animo.
Artina, donna dolce ma determinata, ha incarnato la cura, la pazienza e la fede, trovando sempre nella preghiera la sua forza più grande. Entrambi erano profondamente devoti alla Madonna, alla quale si affidavano nei momenti di gioia e nelle prove più dure della vita.

Nel settembre del 2021, la loro esistenza si è illuminata di una nuova luce: la nascita del nipotino Giacomo, figlio di Matteo ed Elena, che ha riempito i loro ultimi anni di tenerezza e orgoglio. Oggi Urbano e Artina riposano di nuovo insieme, così come hanno vissuto: fianco a fianco, uniti da un amore che neppure la morte ha potuto separare. Chi li ha conosciuti li ricorda con affetto e riconoscenza: due persone semplici, devote e autentiche, esempio di una vita vissuta con fede, amore e dignità.

Il figlio Matteo, con Elena e Giacomo, li ricorda con amore infinito, certo che il loro esempio continuerà a vivere in ogni gesto, in ogni preghiera e in ogni sorriso di chi li ha amati.

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