Cronaca

"Sono della Lega, ti aiuto". Si fa
dare 10.000 euro: pena di 5 anni

Processo per estorsione ad una 58enne. Condannata cinque anni e due mesi di reclusione e a 1.500 euro di multa. La vittima: "Non ha avuto pietà"

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In pochi mesi, dal maggio al novembre del 2023, le aveva estorto con l’inganno una somma di 10.000 euro. A processo per estorsione è finita Adriana Perrone, 58 anni, che oggi è stata condannata ad una pena di cinque anni e due mesi di reclusione, due mesi in più rispetto alla richiesta del pm, e a 1.500 euro di multa. “Non ha avuto pietà, mi ha ingannato al massimo, e ha approfittato della mia situazione psicologica e fisica di quei momenti”. Lo ha detto oggi in aula la vittima, Luisa (nome di fantasia), 74 anni, cremonese, che aveva conosciuto l’imputata “tramite amici comuni”. “Le ho dato l’amicizia su facebook e ci siamo viste un paio di volte di persona”. ha spiegato la donna.

Una giorno Adriana e Luisa erano andate a prendere il caffè insieme e in quell’occasione la vittima aveva confidato alla 58enne di aver avuto degli screzi con una straniera. “Io sono della Lega“, le aveva detto l’imputata. “Mandami una foto, che riesco a vedere se è regolare o no“. L’anziana gliel’aveva inviata, e Adriana l’aveva pubblicata sui social senza dirlo a Luisa. “Era una foto normale”, ha spiegato la 74enne, “ma io non le avevo dato il permesso di pubblicarla”.

In seguito Adriana l’aveva contattata dicendole che era stata denunciata dalla Lega per quella foto e che voleva dei soldi per pagare la multa, gli avvocati, per chiudere le pratiche. “Continuava a scrivermi“, ha raccontato Luisa, che in quel periodo non stava bene. “Ho perso un figlio. Ero ammalata, esaurita, sono stata anche in ospedale, non riuscivo a reagire. All’inizio le ho dato i soldi perchè cercavo di aiutarla, visto che la foto gliel’avevo data io. Ma le richieste continuavano. Io le dicevo di smetterla, ma lei mi ha minacciata, dicendomi che se non avessi pagato avrebbe fatto il mio nome e avrebbe detto a mio marito quello che era successo. A mio marito non ho mai detto nulla, pensavo di potermela sbrigare da sola, e invece non è stato così. Avevo paura“.

“Se non paghi faccio il tuo nome perchè ora mi sono rotta davvero”, è il testo di uno dei tanti messaggi inviati dall’imputata. “Ti vado a fare la querela che sei stata tu a dirmi della foto, se la devono prendere con te. Vengo a parlare con tuo marito, faccio un casino perchè rivoglio i soldi per l’avvocato. Cancella i messaggi, se no sono guai”.

Complessivamente, Luisa, tramite Postepay, aveva versato sul conto di Adriana 10.000 euro. Soldi che l’anziana aveva messo da parte per il nipote. “Lei mi diceva di cancellare sempre i messaggi che mi mandava“, ha raccontato la vittima, “ma io li ho tenuti“. Quei messaggi sono finiti negli atti del processo. Ad un certo punto Luisa non ce l’ha più fatta e ha fatto querela. “Ti ho denunciata”, le avevo scritto, e da quel momento Adriana è sparita.

Sara Pizzorni 

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