Furti in casa, i dati in provincia:
ora più strumenti per proteggersi
Dopo quattro anni di crescita ininterrotta, i furti in casa stanno registrando una diminuzione, seppur lieve, ma importante. I dati provvisori del primo semestre dell’anno diffusi dall’Osservatorio Censis-Verisure sulla sicurezza della casa sembrano suggerire che le strategie di prevenzione, la maggiore consapevolezza dei cittadini e l’evoluzione delle tecnologie di sicurezza stiano cominciando a produrre risultati tangibili.
Dal 2021 al 2024 i furti in abitazione hanno conosciuto un incremento progressivo e costante, riavvicinandosi ai livelli pre-pandemici. Nel 2024, secondo le rilevazioni ufficiali, i casi denunciati erano stati 155.590, in aumento del 5,4% sull’anno precedente. A questi si aggiungono 1.891 rapine in abitazione, anch’esse in crescita.
Secondo il quarto Rapporto, circa 14 milioni e mezzo di italiani, il 28,6% della popolazione, ha subito almeno un furto in casa nel corso della sua vita. A questi si aggiungono altri otto milioni di persone che hanno sperimentato un tentativo di effrazione, poi fallito. La provincia di Cremona è inserita tra le 50 province italiane per incidenza dei furti in base alla popolazione residente che in tutto il 2024 hanno registrato la maggiore incidenza delittuosa dei furti e delle rapine in abitazione. Delle 50 province, 11 sono lombarde. Per i furti in casa, Cremona registra 993 colpi, mentre le rapine sono 13, queste ultime commesse tutte negli ultimi sei mesi dell’anno.
Per le rapine, le cose sono cambiate nel corso del primo semestre del 2025, dove di Cremona non c’è più traccia nella classifica. Stabile, invece, la situazione dei furti in casa, sempre nei primi sei mesi di quest’anno: la provincia di Cremona risulta quarantatreesima con 462 casi, solo uno in più dello stesso periodo del 2024.
La graduatoria per regioni relativa al numero di furti in abitazione commessi nel 2024 colloca comunque ancora al primo posto la Lombardia come la regione più colpita, con 34.333 reati denunciati, seguita dal Veneto e dal Lazio. In Lombardia, il trend è in crescita a Varese, Pavia e Lecco. Per le rapine, nel primo semestre di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2024, le denunce sono in crescita a Varese e Pavia.
Gli esperti della sicurezza segnalano che il furto in abitazione è diventato un reato sempre più “tecnologico”. I ladri moderni utilizzano strumenti elettronici per neutralizzare gli allarmi o decodificare i segnali di chiusura centralizzata delle serrature smart. Parallelamente, cresce il fenomeno delle bande itineranti, gruppi organizzati che operano in modo seriale spostandosi da una regione all’altra, con strategie rapide e mirate.
A fronte di queste nuove modalità operative, anche la difesa domestica si è evoluta. Sistemi di videosorveglianza collegati a centrali operative, sensori intelligenti e applicazioni di controllo remoto sono oggi presenti in un numero crescente di abitazioni. Negli ultimi anni la domanda di dispositivi integrati è aumentata in modo esponenziale, segno di una maggiore attenzione preventiva da parte dei cittadini.
Nel frattempo il Ministero dell’Interno ha potenziato le unità specializzate nella prevenzione dei reati predatori e avviato campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto agli anziani, più vulnerabili alle truffe e ai furti in appartamento.
La collaborazione tra pubblico e privato ha favorito la diffusione di strumenti di allerta rapida: reti di quartiere, gruppi di messaggistica condivisi e piattaforme digitali che consentono di segnalare movimenti sospetti in tempo reale. Un modello di “sicurezza partecipata” che, pur non sostituendo l’azione delle autorità, contribuisce a rendere il territorio più attento e reattivo.
Sara Pizzorni