Impianti sportivi: "Il Comune
mediatore istituzionale"
Si torna a parlare dell’impianto sportivo di via Lancetti. A prendere posizione questa volta sono Carlo Giussani e Marco Galli Consiglieri PD in una nota stampa. “Secondo Forza Italia, l’impianto sportivo comunale di via Lancetti sembrerebbe un campo di battaglia post-apocalittico: panchine arrugginite, tronchi minacciosi, copertoni abbandonati e spogliatoi in rovina. A leggere certe descrizioni, ci si aspetterebbe quasi la troupe di Striscia la Notizia pronta a filmare il disastro. E questa non è che l’ultima polemica in ordine di tempo , dopo che Fratelli d’Italia aveva denunciato di recente il degrado della Palestra Spettacolo . Eppure, la realtà – come spesso accade – è un po’ meno teatrale e molto più concreta” dicono.
Proseguono i due consiglieri: “Le presunte “emergenze” segnalate sono in larga parte episodi di ordinaria manutenzione, di quelle che ogni struttura sportiva vive ciclicamente, soprattutto in un periodo in cui la nuova normativa nazionale (riforma dello sport) attribuisce alle associazioni sportive la competenza sulla manutenzione ordinaria. In parole semplici: ciò che un tempo spettava al Comune, oggi spetta anche a chi utilizza e gestisce quotidianamente l’impianto.Le minoranze forse vogliono denunciare la scarsa attenzione delle società sportive cremonesi che gestiscono gli impianti sportivi alla manutenzione ordinaria e al decoro ? Nel cercare di far polemica ad ogni costo , sbagliano anche il bersaglio , ma le associazioni non meritano di essere bersagli per una tinteggiatura da fare o una panchina da buttare , come si usa dire in questi casi si guarda il dito e non la luna , dove la luna è la passione che mettono nel loro lavoro e la rete di collaborazione con l’amministrazione”.
Poi la presa di posizione: “Il Comune, infatti, non si è voltato dall’altra parte, ma si è assunto il ruolo – più complesso e meno spettacolare – di mediatore istituzionale, accompagnando le società sportive nella transizione e aiutandole a comprendere nuovi obblighi e responsabilità. Un lavoro paziente, che non fa rumore e non esce sui giornali con titoli ad effetto , ma evita che le strutture restino chiuse o che le associazioni si trovino schiacciate tra burocrazia e costi. Quanto al “decoro compromesso” dalle panchine arrugginite, verrebbe da dire che la vera ruggine sta in certe narrazioni politiche, sempre pronte a drammatizzare un bullone allentato come se fosse un crollo imminente. Gli impianti sportivi, come qualsiasi luogo vissuto, richiedono manutenzione continua: ecco perché la Giunta ha scelto un approccio strutturale, investendo dove serve davvero – non per togliere due chiazze di ruggine, ma per garantire sicurezza, funzionalità e futuro alle strutture”
Poi l’elenco delle opere vive: la pista di atletica finalmente riqualificata, le palestre del Boschetto e di San Felice rinnovate, il Palacava risorto, il bocciodromo tornato a vivere , la piscina comunale in piena ristrutturazione e la pista ciclistica completamente asfaltata di nuovo .
“Azioni concrete di manutenzione straordinaria , affiancate ad altrettante indispensabili azioni di sostegno economico che vedono l’Amministrazione farsi carico dell’80% dei costi energetici delle associazioni sportive che parallelamente beneficiano di canoni di locazione abbattuti fino al 90% rispetto ai normali prezzi di mercato. Un’azione, questa, che comporta un impegno di spesa per l’ente di circa 1 ml di euro annui” concludono “Insomma, mentre c’è chi fotografa un dettaglio per fare polemica, altri preferiscono guardare l’intero campo di gioco. In conclusione, se è vero che ogni panchina può arrugginirsi, è altrettanto vero che ogni tanto anche il tono politico andrebbe ripulito. Perché una città che lavora non si misura a colpi di indignazione, ma a forza di interventi concreti”.