Cronaca

Abusata dal padre e dal vicino
"Nessun comportamento sospetto"

In udienza sfilano i testimoni della difesa

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L’accusa è pesantissima: violenza sessuale nei confronti della figlia, oggi 15enne, che da quando aveva sei anni sarebbe stata vittima di abusi, non solo dal padre, un uomo di 47 anni, ma anche dal vicino di casa. In uno degli episodi contestati, quando la ragazzina frequentava la quinta elementare, un pomeriggio che erano da soli in salotto, il genitore si sarebbe avvicinato mentre la ragazzina era intenta a guardare il suo telefono, dopodichè l’avrebbe toccata e le avrebbe tolto i vestiti, e lei, pur paralizzata dalla paura, avrebbe cercato di respingerlo, ma invano. Anche quella volta, lui avrebbe abusato di lei. Così come altre volte, di notte, approfittando del fatto che la moglie fosse in camera da letto con l’altra figlia minore. Avrebbe abusato di lei quando la ragazzina gli stava mostrando dei disegni, e lo avrebbe fatto ancora quando lei frequentava la prima media, raggiungendola in bagno.

Queste le accuse mosse dalla presunta vittima, che ha già testimoniato in aula. Ma oggi, davanti al collegio dei giudici e al pm Francesco Messina, sono sfilati i testimoni della difesa che hanno raccontato un’altra verità. E’ stato sentito un amico di famiglia, che frequentava la casa dell’imputato insieme ai suoi tre figli. “Non abbiamo mai notato nulla di strano. L’imputato voleva bene alla figlia, l’ha sempre trattata bene, e in casa non ho mai visto comportamenti che potevano destare qualche sospetto”. E’ stato poi sentito uno dei cugini del 47enne. Con l’imputato, il testimone aveva anche rapporti di lavoro. “Conosco bene la figlia”, ha raccontato. “E’ una ragazzina solare, sempre con il sorriso, io non l’ho mai vista diversa. A scuola era brava, le piaceva giocare”.

“Non ho mai visto qualcosa che non andava bene”, ha riferito un altro parente spesso ospite della famiglia. “So che la ragazza aveva buoni rapporti con i suoi genitori. Mi sono stupito quando sono venuto a sapere di queste accuse”. Nel corso dell’udienza, la difesa, rappresentata dall’avvocato  Luca Barcellini, ha puntato anche sul fatto che l’abitazione non fosse di grandi dimensioni, cercando di dimostrare che l’imputato, se avesse usato violenza alla figlia di notte in camera da letto, non avrebbe potuto non essere sentito dal resto della famiglia. “Le pareti fanno passare qualsiasi rumore, si sente tutto“, è emerso dalla testimonianza di uno dei parenti dell’accusato.

Secondo la procura, la ragazzina sarebbe stata vittima non solo del suo stesso padre, ma anche del vicino di casa, che in due occasioni, nel 2019, l’avrebbe indotta a subire atti sessuali. Una dopo averla portata in un parco e condotta in un piccolo vano sotto gli scivoli, e l’altra quando lui era in casa dei vicini insieme alla presunta vittima e alla sorellina. Quando quest’ultima si era addormentata, lui ne avrebbe approfittato per abusare della ragazza.

Nel processo, il vicino è assistito dagli avvocati Monica Fassera e Alessandro Vezzoni. Si torna in aula per le ultime testimonianze e per la sentenza il prossimo 16 dicembre.

Sara Pizzorni

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