Cronaca

Noi Moderati: appello urgente per
garantire la "dignità della donna"

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In merito al tema della violenza sulle donne, Paola Fumagalli, referente donne di Noi Moderati per la provincia di Cremona e l’avvocato Marilena Gigliotti, referente giustizia e sicurezza, lanciano un appello urgente “per la dignità della donna” al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, all’assessore al Welfare Guido Bertolaso e a tutte le autorità istituzionali.

“Noi Moderati”, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre“, si legge nella nota, “rivolgiamo un appello per l’efficacia della tutela e l’impegno di cambiamento culturale in adempimento al quadro normativo internazionale, in particolare dalla Convenzione di Istanbul, che impone agli Stati l’obbligo positivo di agire con la massima diligenza per prevenire, proteggere le vittime e sanzionare gli atti di violenza.

Pur dovendo dare atto che molto è stato fatto dal nostro Paese per la tutela e il sostegno delle vittime in termini di legislazione e servizi di supporto, non possiamo non constatare che i dati statistici sulla violenza di genere ci ricordano drammaticamente che molto ancora rimane da fare. È imperativo, pertanto, intervenire non solo con strumenti repressivi, ma agendo alla radice attraverso un profondo cambiamento culturale. Occorre impostare l’educazione degli esseri umani sulla cultura del rispetto della donna in tutte le sue declinazioni, a partire dalle scuole e dalle famiglie.

Solo coltivando il rispetto come valore fondante potremo sradicare la mentalità che alimenta la violazione sistematica dei diritti umani fondamentali, come riconosciuto dalla Risoluzione Onu che ha istituito questa Giornata. In questo contesto, l’impegno delle istituzioni statali deve essere massimo, come richiede la citata Convenzione di Istanbul, che eleva la violenza di genere a una questione di responsabilità statale.

Purtroppo, sul territorio regionale, tale dovere di diligenza viene meno su due fronti cruciali, compromettendo la dignità e la sicurezza delle donne lombarde: l’effettività della tutela normativamente prevista per le donne vittime di violenza (Codice Rosso, braccialetto elettronico) e dignità sanitaria della donna anche nei percorsi di diagnosi e cura. Il contrasto alla violenza richiede strumenti di tutela efficaci. L’efficacia delle misure cautelari come il divieto di avvicinamento, se associate a dispositivi tecnologici quali il braccialetto elettronico, dipende dalla loro perfetta operatività.

Il frequente riscontro di malfunzionamenti o inefficienze di tali dispositivi non è un semplice inconveniente tecnico, ma si configura come un potenziale fallimento istituzionale e una violazione del dovere di protezione dello Stato. Quando il sistema di allarme non garantisce un intervento tempestivo, lo Stato viene meno al suo dovere. Questo tradimento della fiducia istituzionale non solo intensifica il senso di vulnerabilità della vittima, ma rende la misura cautelare ineffettiva nella sua funzione preventiva.

La dignità della donna deve essere difesa anche all’interno del sistema sanitario. In Lombardia si registrano situazioni critiche nella diagnostica. Esami altamente invasivi, uno tra tanti, l’isteroscopia con biopsia, vengono spesso eseguiti in regime  ambulatoriale senza la presenza di un anestesista o senza un’adeguata strategia analgesica. Sottoporre le donne a un dolore fisico e psicologico intenso e ingiustificato, ignorando le loro richieste di supporto, costituisce una grave omissione di cura e un attacco alla loro dignità, in contrasto con la Legge n. 38/2010 sul diritto alla terapia del dolore.

La celebrazione del 25 novembre non deve assurgere a simbolo di sacrificio, ma deve rappresentare una seria occasione di riflessione critica per migliorare concretamente quanto sinora è stato fatto in favore delle donne vittime di violenza.
La Giornata del 25 novembre deve essere, pertanto, l’opportunità per un rinnovato e vincolante impegno istituzionale”.

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