Medici a congresso: “Violenza non
solo di genere. Fermare e formare”
Promosso dalla Commissione Medicina di Genere dell’OMCeO di Cremona, costituita da pochi mesi e coordinata dalla dott.ssa Antonia Carlino, si è svolto presso la Sala Convegni dell’Ordine dei Medici di Cremona, il convegno dal titolo “Fermare e formare. Focus multidisciplinare sulla violenza non solo di genere”, che ha riunito professionisti sanitari, istituzioni e associazioni in un confronto sulle diverse forme di violenza: da quella domestica, a quella sociale e lavorativa, con particolare attenzione a quella che colpisce gli operatori sanitari.
L’incontro ha assunto un significato particolare perché in prossimità della settimana dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. A ricordare il valore della vigilanza collettiva è stata una frase di Simone de Beauvoir: “Bastano poche generazioni perché i diritti delle donne vengano rimessi in discussione. Nulla va dato per acquisito”. Una riflessione che ha idealmente accompagnato l’intera giornata. È proprio con questo spirito che il presidente dell’Ordine di Cremona, Andrea Morandi, ha aperto i lavori, ribadendo l’importanza di una collaborazione stabile e concreta tra tutte le figure coinvolte nella cura: medici, odontoiatri, medici di medicina generale, pediatri, operatori ospedalieri, istituzioni e ordini professionali. Il presidente Morandi ha insistito sulla necessità di una rete multidisciplinare capace di riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e di costruire risposte operative a tutela delle vittime e degli operatori.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati sulle violenze contro il personale sanitario, evidenziando come il 75% delle vittime sia rappresentato da donne, sia in Italia, che in Lombardia, come hanno evidenziato le responsabili scientifiche del congresso, la dott.ssa Rosina Paletta e la dott.ssa Antonia Carlino.
Tra i contributi più rilevanti, la lectio magistralis del prof. Paolo Pascucci, Ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Urbino, che ha analizzato l’aumento delle aggressioni in ambito sanitario e la necessità di strumenti e protocolli condivisi.
Grande interesse ha suscitato la presentazione del progetto europeo Viprom, illustrato da Antonella Vezzani, dedicato alla protezione degli operatori sanitari attraverso modelli di prevenzione integrati. La tavola rotonda conclusiva, coordinata dalla dott.ssa Sophie Testa, ha riunito figure istituzionali e sanitarie di primo piano, tra cui la viceprefetto Giulia Vernizzi, la magistrata Irene Formaggia, la dott.ssa Giuliana Maria Bodini e il presidente Morandi, in un confronto che ha confermato come la violenza, domestica, di genere o sul luogo di lavoro, possa essere affrontata solo tramite una rete stabile, una cultura condivisa e una formazione continua.
All’evento ha portato un rilevante contributo l’Associazione Italiana Donne Medico, rappresentata dalla presidente della sezione di Crema dott.ssa Santina Sesti, e della neo istituita Commissione Medicina di Genere.
L’iniziativa dei medici cremonesi ha confermato come formazione, collaborazione e una rete solida restano strumenti essenziali per fermare la violenza e formare chi opera quotidianamente sul campo.
i.g.