Cronaca

Scuola e polizia locale per
dire insieme “no al bullismo”

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Scuola e polizia locale insieme per dire “no al bullismo”. Succede all’I.I.S. “L. Einaudi”, dove la sinergia è attiva dal 2023, grazie alla dirigente Nicoletta Ferrari, alle referenti Silvia Adami e Laura Mazzoni e alla disponibilità di Luca Iubini, comandante del nucleo operativo del comando di Piazza Libertà. Al principio del 2026 verrà inserto anche l’InformaGiovani del Comune con un percorso appositamente studiato per i ragazzi di terza.

Il progetto è rivolto agli studenti del triennio iniziale, quello maggiormente a rischio, a causa delle dinamiche delicate insite in questa fascia d’età. Si è partiti in ottobre, con gli interventi della vicecomandante Sonia Bernardi nelle seconde delle tre sedi, a completamento del discorso avviato in precedenza. Attraverso esempi concreti, tratti dalla quotidianità di ogni adolescente, la vice comandante è riuscita a chiarire aspetti tecnici fondamentali, tra cui il concetto di reato e il principio d’imputabilità.

L’accento è stato posto sulle conseguenze penali di svariate condotte messe in atto dai ragazzi, dai quattordici anni in su, con focus sui social, che rappresentano un terreno oltremodo fertile per cyberbullismo e sexting. Il mix tra l’autorevolezza della divisa e la dolcezza della figura femminile ha funzionato pure stavolta, e ha permesso alla platea di sentirsi capita ed al sicuro, al punto di condividere senza timore esperienze e vissuti.

Silvia Adami e Laura Mazzoni sono invece entrate nelle prime per parlare con gli alunni più piccoli di temi altrettanto importanti. Le due responsabili dichiarano: “Non saliamo in cattedra: non sarebbe efficace. Cerchiamo di conversare, rivolgiamo domande: il bullo è davvero forte come sembra? Come si arriva ad esserlo? Quando lo scherzo si trasforma in altro? È giusto ridere o restare indifferenti di fronte a certe situazioni?”.

“Per noi – aggiungono – è necessario far comprendere come rendersi dei buoni compagni di classe: per essere empatici e rispettosi, basta davvero poco. Promuoviamo condotte inclusive. La prevenzione e la sensibilizzazione costituiscono la base: sproniamo a segnalare agli adulti i comportamenti prevaricanti. Al tempo stesso invitiamo i colleghi ad ascoltare e cogliere i campanelli d’allarme. Gli allievi parlano volentieri: molti di loro riferiscono episodi accaduti persino alle elementari e soprattutto alle medie”.

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